- Backstage: grandi Stones-
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martedì 2 luglio 2013
domenica 16 dicembre 2012
Mick sul concerto di Newark degli Stones
-Glimmer Twins & Friends-
The last show in Newark was such a
blast, everyone was at the top of their game. I thought all the
guests, Bruce, Lady Gaga, the Black Keys, Gary, John and Mick Taylor
were all fantastic. The Stones weren't bad either!
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domenica 7 ottobre 2012
Noel Gallagher Live@ Paladozza (Bo)
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sabato 17 marzo 2012
giovedì 1 dicembre 2011
Noel Gallagher: Live @ Alcatraz (Outtake!!)
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giovedì 24 novembre 2011
Kasabian: Live@Alcatraz
Non sono mostri di tecnica... e allora? Il virtuosimso tout-court conta poco si ha a disposizione un nutrito carnet di grandi canzoni dalle quali attingere per deliziare il pubblico. Nella data milanese di domenica i Kasabian hanno "bastardizzato" ancora una volta, con robuste dosi di pop e qualche inserto elettronico l'attitude che fu già dei Primal Scream. Un filone aureo che vede nel gruppo di Lsf l'ultima trasposizione, la più cruda e cinica. Raw Power direbbero i fan degli Stooges. Saliti sul palco davanti ad un Alcatraz sold out (da settimane) sfoderano subito l'ultimo singolo scala classifiche, Days Are Forgotten. Neanche il tempo di riprendersi che parte la botta di Shoot The Runner: da qui in avanti, e parliamo del secondo brano in scaletta, il pubblico è nel mondo dei balocchi. Nelle mani di Serge Pizzorno il detonatore per scatenare, a colpi di riff. la platea in visibilio. Vlad The Impaler, ad esempio è una brutta bestia ma funziona paurosamente bene a partide da quel riff che si ripete nervosamente e che è la struttura portante del brano. Nella scaletta non sono mancati nemmeno alcuni estratti dall'ultimo Velociraptor!: oltre alla title track, Re-Wired ha retto bene il confrontoclassiconi della band d'Albione. Novità di quest'ultimo tour il medley transgenico tra il rock'n roll di Fast Fuse (la versione aggiornata di Train Kept a Rollin' degli Yardbirds) e il main theme di Pulp Fiction. Alternatosi con Pizzorno, Tom Meighan (sospettosamente "euforico") non rimane fermo un secondo, muovendosi come un ossesso e incitando a più riprese con un explicit lyrics il pubblico a fare casino (Show me your f...g hands!). Oltre all'accenno dell'inno di Mameli, rimarrà sempre impressa Club Foot, uno dei migliori singoli degli ultimi anni. Lsf chiude la prima parte del concerto, mentre Fire segna la fine dei bis. Ancora una volta la band è in stato di grazia, dimostrando come la dimensione dei club sia per loro la più naturale.
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lunedì 10 ottobre 2011
La verità sta nel mezzo?
28 novembre: suoneranno dal vivo sia gli Smashing Pumpkins (@Filaforum) che Noel Gallagher (@Alcatraz). What I Have to do? Let me know people.
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giovedì 16 giugno 2011
Rock in Idrho 2011
Forse il Rock in Idrho sarà ricordato come il miglior festival dell'estate 2011, almeno da un punto di vista musicale: un cast eccezionale si è dato il cambio nell'Arena della Fiera di Milano a Rho, location invero non felicissima dal punto di vista logistico. Dalle 15.30 circa, con l'apertura dei cancelli, inizia la maratona dei concerti. Un pomeriggio rovente aperto dagli Outback (vincitori del contest per gruppi emergenti) e dai Ministri, accolti dai primi irriducibili, pronti a sfidare il cemento del “parcheggione” della Fiera pur di guadagnare una posizione favorevole. Ad ogni modo, trait d'union a tutte le band ospiti del Rock in Idrho, la grande energia sprigionata sul palco. Prendete gli Hives, da anni una delle più rodate band garage punk. Tick Tick Boom, Hate to say I told You So, Main Offender, e gli altri “classici” del combo svedese guidato da Howlin Pelle Almquist, botte di adrenalina da 2 minuti massimo, via una sotto l'altra. Dopo di loro Flogging Molly e Social Distorition, pesi massimi del punk rock a stelle e strisce: capitanati dal leader Mik Ness hanno ricordato le tappe fondamentali di una carriera che vede in Hard TimesAnd Nursery Rhymes, uno dei dischi migliori. L'attesa ovviamente era tutta per i due main act della serata, così uguali e così diversi tra loro: gli Stooges e i Foo Fighters. Epoche, scene musicali, generi, sound così diversi hanno trovato l'ideale punto di incontro nella voglia di “divertire” cosa che probabilmente è mancata un po all'altro grande festival di inizio estate (l'Heineken), in minore dopo i fasti dell'anno scorso. Poco dopo le 21 un boato accoglie gli Stooges. Le attenzioni com'era prevedibile, erano tutte per Iggy Pop, selvaggio padrino del punk che a sessant'anni suonati ha ancora la voglia di buttarsi in mezzo al pubblico come ai bei tempi. Iggy si è dimenato come un ossesso al ritmo dei migliori “classici mancati” degli Stooges (I wanna be your dog, Search and Destroy). Poco dopo, sono arrivati i Foo Fighters guidati dall'incontenibile Dave Grohl non hanno lasciato scampo alle ballad (ad eccezione di Skin and Bones e Times like These) e dalle prime note di Bridge Burnin' sono andati avanti a testa bassa tra una hit e l'altra (All my life, Breakout, My Hero The Pretender). Non sono mancati i pezzi tratti dall'ultimo Wasting Light, come l'incendiaria White Limo o Rope. Sul finale Best of You e Everlong hanno chiuso, nel migliore dei modi, un giorno memorabile. Con il concerto di mercoledì i Foos hanno colmato un vuoto di 7 anni, di assenza dall'Italia in questo lasso di tempo sono cresciuti e sono diventati una delle migliori rock band d'America e probabilmente del mondo.
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martedì 14 settembre 2010
Per i colli bolognesi
Fine estate coi fiocchi all'Estragon grazie alla fitta serie di concerti del Summer Festival (26 agosto/20 settembre). Dopo Baustelle, The Field e il live dei Blonde Redhead, stasera si torna al rock italiano con i Tre Allegri Ragazzi Morti, la band di Davide Toffolo, disegnatore Marvel, che ha arricchito il proprio linguaggio con suoni giamaicani ed africani nell'ultimo disco Primitivi dal futuro. Il dub reggae sarà al centro della scena domani con i Dub Pistols: elettro funk, ska, soul e hip hop dalla terra d'Albione. Giovedì 16 ritornano in Italia i canadesi Real Mckenzies alfieri del celtic punk (per loro apriranno i connazionali Mahones) e pronti ad infiammare il pubblico come per il concerto primaverile al Tom, uno dei migliori dell'annata al locale virgiliano. Agli antipodi rispetto al sound acustico esibito dai Nouvelle Vague (in calendario per venerdì 17) in 3, album figlio della rilettura inaspettata e splendidamente pop di brani punk rock e new wave. Il tour di reunion dei 99 Posse farà tappa anche a Bologna sabato prossimo (18). Chiusura col botto domenica 19 con il Rock Hard Festival: un appuntamento da non perdere per gli appassionati del metallo in tutte le sue sfumature. Nel cast alcuni tra i migliori interpreti a livello internazionale e tra le più significative realtà nostrane: Sodom, Grave Digger, Exciter, Tygers Of Pan Tang, Strana Officina (band livornese istiuzione del metal italiano_ per loro una acclamata partecipazione al Pegorock_) Gama Bomb, Rain, Elvenking, Irreverence e Malnatt.
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lunedì 6 settembre 2010
Viadana Open Air
-Gavetta Estremeamente Metallica-
Raggiunte le 800 presenze. Non male per aver fatto tutto da soli e considerando il fatto che stiamo parlando di un festival metal organizzato a Viadana, non proprio l'epicentro della scena. Eppure, alla “periferia dell'impero” un gruppo di ragazzi della zona ha dato vita ad una associazione culturale chiamata Wrath of Metal, regia dell'evento di fine estate che ha visto, ad una settimana dal Watchout (festival di musica alternativa) centinaia di appassionati del genere recarsi nello spazio Arena. Si, perché come ribadito dagli organizzatori Davide Cacciamani e Alessandro Zarotti è arrivato un pullman anche da Roma (predisposto dal collaborare capitolino Davide Celli per la A.L. Agency) con molti fan che si sono goduti la tre giorni di concerti. In definitiva il Viadana Open Air è stato il giusto connubio tra nuove leve e pesi massimi del genere, nomi grossi che, nonostante una esperienza a livello internazionale hanno constatato ed appurato l'efficienza dell'organizzazione. Vision Divine e Blod
Red Throne (metalloni splatteroni) non sono certo gli ultimi arrivati. Accanto a loro flotte di band a rappresentare le diverse ramificazioni del genere. Venerdì 27 è toccato a Handful of Hate, Subliminal Crusher, Acquefrigide, Symbolyc, Damned Spring Fragantia, Forgotten Land, Arges, As The Monster Becomes e Sadist. Altro filotto di gruppi anche sabato 28 con Flashgod Apocalypse, The Modern Age Slavery, Doomraiser, Fomento, Endless Pain, Nemesis Inferi, Hatred, The Hanged. Impeccabile la performance dei Blood Red Throne headliner di giornata, cult band norvegese che si è concessa una data a Viadana prima di un concerto in Messico. Chiusura col botto domenica 29 con Krampus, Nocturna Pit, Vehement, Disease Illusion, Furor Gallico, Draugr, Folk Stone e Vision Divine, una realtà power metal che dal bel paese ha saputo farsi strada tra gli appassionati del genere in tutto il mondo.

Raggiunte le 800 presenze. Non male per aver fatto tutto da soli e considerando il fatto che stiamo parlando di un festival metal organizzato a Viadana, non proprio l'epicentro della scena. Eppure, alla “periferia dell'impero” un gruppo di ragazzi della zona ha dato vita ad una associazione culturale chiamata Wrath of Metal, regia dell'evento di fine estate che ha visto, ad una settimana dal Watchout (festival di musica alternativa) centinaia di appassionati del genere recarsi nello spazio Arena. Si, perché come ribadito dagli organizzatori Davide Cacciamani e Alessandro Zarotti è arrivato un pullman anche da Roma (predisposto dal collaborare capitolino Davide Celli per la A.L. Agency) con molti fan che si sono goduti la tre giorni di concerti. In definitiva il Viadana Open Air è stato il giusto connubio tra nuove leve e pesi massimi del genere, nomi grossi che, nonostante una esperienza a livello internazionale hanno constatato ed appurato l'efficienza dell'organizzazione. Vision Divine e Blod
Red Throne (metalloni splatteroni) non sono certo gli ultimi arrivati. Accanto a loro flotte di band a rappresentare le diverse ramificazioni del genere. Venerdì 27 è toccato a Handful of Hate, Subliminal Crusher, Acquefrigide, Symbolyc, Damned Spring Fragantia, Forgotten Land, Arges, As The Monster Becomes e Sadist. Altro filotto di gruppi anche sabato 28 con Flashgod Apocalypse, The Modern Age Slavery, Doomraiser, Fomento, Endless Pain, Nemesis Inferi, Hatred, The Hanged. Impeccabile la performance dei Blood Red Throne headliner di giornata, cult band norvegese che si è concessa una data a Viadana prima di un concerto in Messico. Chiusura col botto domenica 29 con Krampus, Nocturna Pit, Vehement, Disease Illusion, Furor Gallico, Draugr, Folk Stone e Vision Divine, una realtà power metal che dal bel paese ha saputo farsi strada tra gli appassionati del genere in tutto il mondo.
Nelle foto piccole i Folkstone, qui sopra i Draugr.
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giovedì 29 luglio 2010
Liftiba@ Carpi
Archiviata la guerra fredda che tanto male ha fatto sia a Pelù che al Renzulli (come si dice in dialetto fiorentino) i Liffiba si sono ritrovati e guardandosi in faccia, hanno deciso di riprendere le fila di un discorso interrotto (malamente) oltre 10 anni fa. Dopo i live di riscaldamento _ tutti esauriti_ di questa primavera quindi i rocker fiorentini hanno fatto tappa anche a Carpi per esportare il loro Stato Libero, questo il nome del doppio live uscito le scorse settimane. Assieme a loro anche la poetessa del rock Patty Smith ed Elio e Le StorieTese che, in tempi non sospetti mediarono le inconciliabili divergenze umane e artistiche tra Piero e Ghigo con la canzone Litfiba Tornate Insieme. Su Elio e soci c'è poco da dire: sono mostruosamente bravi, una macchina da guerra perfetta, con una precisione e una padronanza tecnica che in Italia non ha assolutamente rivali. Tre al prezzo di uno, bel colpo per l'Imarts festival che ha fatto riversare nella meravigliosa Piazza Martiri di Carpi moltissimi appassionati. Tutto perfetto (o quasi). Perché ben venga chiamare un'icona come l'autrice di People have the power, ma poi vai a spiegarle che la sua scaletta deve essere "compressa", perché dopo di lei suona qualcun altro. Ora in riferimento alla lunga esibizione di Patty Smith è meglio non pensare ad atteggiamenti divistici quanto piuttosto ad una vitale urgenza espressiva: è scesa dal palco attorno a mezzanotte dopo aver regalato gli immancabili cavalli di battaglia come Because the night, Pissing in a river e una bella cover di Play with fire dei Rolling Stones. Alle 23 e 46 è toccato ai Litfiba: nell'intro di Proibito, Pelù ha "bacchettato" la Smith per aver sforato; quindi scaletta corta e tirata con Cangaceiro, Sparami, Tex, Gioconda, Sole Nero (pessimo l'altro inedito, Barcollo), Ritmo#2 e due pezzi tratti dal sottovalutato Terremoto: Fata Morgana e Dimmi il nome, scritto negli anni di tangentopoli e (tristemente) di un'attualità disarmante. Assolutamente in forma Pelù, per il quale il tempo non sembra passare mai e che vicino a Ghigo risulta ancora più energico. Perfetta la chiusura (nonostante l'assenza di bis) con El Diablo e Lo Spettacolo. E' proprio il caso di dirlo: que viva el bandido Liftiba!La P2 è morta, viva la P3: Terremoooooto!!!
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giovedì 10 giugno 2010
Muse live@San Siro
Fanno gli Stadi i Muse, ormai anche da noi. E il sold out è arrivato con parecchie settimane di anticipo rispetto all'8 giugno data dell'unica tappa del tour di The Resistance. Un live sontuoso a detta di tutti i presenti, corroborato dall'esibizioni degli opener: nell'ordine Calibro 35 _con il loro funk poliziesco anni '70_ i penosi, irritanti ed anacronistici Friendly Fires e infine i Kasabian, che forti di un set secco e senza cali di tono, hanno riscaldato il pubblico con hit come Underdog, Shoot The Runner, Club Foot, Fire e Fast Fuse. Se c'è giustizia a questo mondo anche loro faranno San Siro da headliner un giorno. Con il classico quarto d'ora accademico ecco salire sul palco i Muse di Matt Bellamy. Due ore di live aperte da Uprising, seguita a ruota dalla convincente Supermassive Black Hole, singolo di quel Black Holes and Revelations che ha fatto capolino nel concerto anche con l'ottima Starlight e Knights of Cydonia. Rien à dir sull'energia sprigionata da questo power trio: New Born e Plug in Baby parlano da sole. Le obiezioni stanno a zero anche sull'allestimento scenico. Non sarà sontuoso come il palco del 360° degli U2, ma comunque è di tutto rispetto, una costruzione futuristica sulla quale sono proiettate immagini del gruppo inframezzate dalle sequenze più disparate, fash da immaginari regimi Orwelliani e altro ancora. Da una pedana al centro del palco i nostri (mutuando il trucchetto dagli Stones) si sono alzati, reggiungendo il centro del prato di San Siro. Stupire prima di tutto dunque, come per Exogenesis Pt.1 in cui è comparsa addirittura una "navicella spaziale". La sorpresa vera però è stata la cover di Back in Black con Nic Chester (cantante dei Jet) che ha incendiato non solo la sua gola ma tutto San Siro.
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sabato 22 maggio 2010
Pino Scotto@Tempo Rock
-Explicit lyrics-
Aspettando la chiusura del Tempo di sabato prossimo _non temete, è solo un arrivederci al prossimo autunno_ che si preannuncia ricca di sorprese e divertimento, lo staff del locale reggiano ha in serbo un antipasto succulento per questa sera, rivolto a tutti gli amanti dell'hard rock/heavy metal all'italiana: il concerto di Pino Scotto, in tour per presentare Buena Suerte, suo ultimo album. Una vita nei Vanadium, formazione che per prima ha diffuso il verbo del metallo in Italia, poi l'avvio di una carriera solista intervallata dalla parentesi con i Fire Trails. Il nuovo album del “grande Pino”, è un approdo alla lingua italiana che nasce dalla volontà di veicolare il suo messaggio per le nuove generazioni, molto spesso “vittime sacrificali” di un contesto culturale mortificante e allineato agli stilemi di certa TV. Un invettiva poco accomodante a colpi di Rock'n roll e un invito, parafrasando il celebre slogan del rocker a “darci fuoco.” A buttare benzina sulle fiamme ci penseranno due giovani e talentuose band virgiliane che apriranno per Scotto: gli Overboard di Suzzara, con il loro pop rock fresco e accattivante (protagonisti della copertina dello scorso numero di Alta Fedeltà) che nel nuovo album, intitolato Il Mio Orizzonte seguono la strada del migliore brit rock. I nuovi brani degli Overboard sono disponibili in streaming al loro indirizzo myspace. Oltre a loro, questa sera calcheranno il palcoscenico del Tempo anche i mantovani Rude Forefathers, stacanovisti in studio e specialmente dal vivo con in bacheca prestigiose partecipazioni a Metalcamp '09, SunValley, Watchout Festival, esibizioni acclamate a colpi di riff dal grande impatto e melodie sempre originali che si innestano su un tessuto tra il melodic e il death core.
Aspettando la chiusura del Tempo di sabato prossimo _non temete, è solo un arrivederci al prossimo autunno_ che si preannuncia ricca di sorprese e divertimento, lo staff del locale reggiano ha in serbo un antipasto succulento per questa sera, rivolto a tutti gli amanti dell'hard rock/heavy metal all'italiana: il concerto di Pino Scotto, in tour per presentare Buena Suerte, suo ultimo album. Una vita nei Vanadium, formazione che per prima ha diffuso il verbo del metallo in Italia, poi l'avvio di una carriera solista intervallata dalla parentesi con i Fire Trails. Il nuovo album del “grande Pino”, è un approdo alla lingua italiana che nasce dalla volontà di veicolare il suo messaggio per le nuove generazioni, molto spesso “vittime sacrificali” di un contesto culturale mortificante e allineato agli stilemi di certa TV. Un invettiva poco accomodante a colpi di Rock'n roll e un invito, parafrasando il celebre slogan del rocker a “darci fuoco.” A buttare benzina sulle fiamme ci penseranno due giovani e talentuose band virgiliane che apriranno per Scotto: gli Overboard di Suzzara, con il loro pop rock fresco e accattivante (protagonisti della copertina dello scorso numero di Alta Fedeltà) che nel nuovo album, intitolato Il Mio Orizzonte seguono la strada del migliore brit rock. I nuovi brani degli Overboard sono disponibili in streaming al loro indirizzo myspace. Oltre a loro, questa sera calcheranno il palcoscenico del Tempo anche i mantovani Rude Forefathers, stacanovisti in studio e specialmente dal vivo con in bacheca prestigiose partecipazioni a Metalcamp '09, SunValley, Watchout Festival, esibizioni acclamate a colpi di riff dal grande impatto e melodie sempre originali che si innestano su un tessuto tra il melodic e il death core.
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giovedì 13 maggio 2010
Black Rebel Motorcycle Club: Live@Estragon
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domenica 9 maggio 2010
Whatever happened to my r'n'r?!?
-Senza il video-
Visti ieri sera @Estragon. Grandi.
Visti ieri sera @Estragon. Grandi.
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sabato 3 aprile 2010
Dubbio amletico...

Troppi concerti per l'estate alle porte, bisogna fare una scrematura purtroppo, prendete l'HJF: da una parte Cranberries (potrei farne a meno), poi Stereophonics e Aerosmith che, il prossimo 3 luglio, saliranno sul palco del fesival rock più blasonato d'Italia; dall'altra _sempre all'interno della rediviva manifestazione_ (3 giorni dopo) una carrettata di gente: Pearl Jam, Ben Harper, Skunk Anansie, Wolfmother, Gossip. What I have to do?
That's the question my dear skeletron...
(Ps:il taglio di capelli dell'Amleto non corrisponde a quello dell'autore di questo blog n.d.r.)
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venerdì 19 febbraio 2010
Stereophonics live@ Alcatraz
Il recensore che è in me alle volte è proprio stronzo. Avrebbe dovuto dare una stellina in più ai Phonics e al loro ultimo album, quel Keep calm and carry on che per la verità, è stato accolto in maniera piuttosto freddina da parte della stampa specializzata. Forse sono stato vittima, come molti altri del resto, di alcuni luoghi comuni che "infestano" come gramigna la reputazione e la credibilità della band di Kelly Jones, autore di tutti i testi del gruppo dall'esordio di Word gets around nel 1998. Ed è proprio da li, da quella grinta che i nostri hanno reimpostato le coordinate dei propri concerti, sempre piuttosto strigliati ma assolutamente coinvolgenti. Anche a Milano i fans a ridosso del palco contavano le escluse, le hit non fatte, ma questo significa solo una cosa: che i nostri hanno un repertorio qualitativamente ineccepibile. E con tutte queste frecce nel loro arco hanno fatto il "botto" senza faticare troppo. Javier Weyler, il nuovo batterista e rimpiazzo di Stuart Cable, è una macchina precisa e rumorosa quanto basta, specie nei pezzi più arrabbiati e sporchi, (per intenderci quelli tratti da Language.Violence.Sex.Other?) mi riferisco a Superman, capolavoro "dopato" e alla sgraziata Brother. Archiviata con facilità la pratica c'è stato tempo per presentare molti pezzi del nuovo lavoro, a partire da Live n'love,uno dei momenti più convincenti del disco, molto simile alle atmosfere che si respiravano in Performance and cocktails. She's alright, Innocent, I got your number e Stuck in a rut perfette, nobilitano la scialba Beerbottle, niente di che anche dal vivo. Non sono mancate le hit, Have a nice day, Maybe tomorrow (con il bel solo del nuovo chitarrista Adam Zindler), su Local boy in the photograph e A thousand Trees il tripudio. Appena usciti in molti si sgolavano per chiedere Dakota, che è arrivata, assieme alla paura dell'interruzione voluta e imposta dal servizio di sicurezza, spaventato per l'eccessivo entusiasmo delle prime file. Fortunatamente i Phonics impassibili l'hanno riproposta tra l'ovazione e gli applausi scroscianti del pubblico entusiasta di sentire uno dei brani migliori del decennio. Non poteva esserci miglior modo per concludere il tour europeo.
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giovedì 11 febbraio 2010
Manca poco al concerto di stasera...
You made me feel like the one, you made me feel like the one...
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venerdì 20 novembre 2009
Skunk Anansie: Live@Palasharp (MI)
Avevano salutato tutti dieci anni fa, finito il tour di Post Orgasmic Chill album che ha scalato le classifiche di mezza Europa. Ora, in tempi di vacche magre per l'industria discografica, è arrivato anche per loro il momento della reunion. E a differenza di casi simili, niente è approssimativo: il gioco funziona ancora, non ci sono stati cambi di formazione e i 4 suonano maledettamente bene, pur non essendo mostri di bravura. Non si fatica a capire perché le date italiane del tour siano sold out da tempo. Finita l'esibizione del gruppo spalla, i nostri salgono sul palco, e partono le sorprese: l'istrionica Skin è nascosta da una specie di ammasso di fili dorati, un oggetto sferico non meglio identificato se non per la sua voce potente. Dopo essersi liberata di “trucco e parrucco” la cantante non ha perso tempo a saltare e urlare: un animale da palcoscenico straordinario, dotata di una voce incredibile, non una stecca durante l'ora e mezza di live, dotata di un magnetismo particolare con cui ha ammaliato i presenti, stregati dalla sua figura androgina. Le uniche note dolenti purtroppo le ha portate l'impianto del Palasharp: dopo due black out (il primo su I can dream) nel bel mezzo dell'esibizione, Skin si rivolge _ sconsolata _ al tecnico di palco: “Hei, let's spend some money in the fucking mixer!” Scontato il boato d'approvazione di tutto il palazzetto, galvanizzato da i pezzi di Smashes & Trashes più carichi. Bene Because of you l'ultimo singolo degli Skunk Anansie. Charlie big potato, Selling Jesus, sono schiaffi in faccia di tutto rispetto, eseguiti tutto d'un fiato con una grinta genuina e per niente artefatta. In scaletta trovano spazio anche le ballad del gruppo: la prima ad essere proposta è Secretly, seguita a ruota da Hedonism. Nei bis la nuova Squander, lento da accendini (ops... digitali accese) che non sfigura. La chiusura, e non poteva essere altrimenti, con You follow me down, in versione acustica e cantata dai novemila presenti ha posto il sigillo su uno dei migliori concerti della stagione.Il video non è tratto dal concerto meneghino, ma è la migliore versione live di Squander. Enjoy!
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sabato 7 novembre 2009
Buon compleanno Alta fedeltà
Ieri e stasera in quel di Curtatone (Mn) al Biergarten si festeggia il primo compleanno di Alta Fedeltà, settimanale di approfondimento musicale con un occhio di riguardo per la scena mantovana che ospita recensioni di album e concerti, spesso anche le mie. Ieri sera due ottime band hanno aperto la festa nel migliore modo possibile. Un plauso ai sempre grandi Red Kot, cover band dei Red hot Chili Peppers, esibiti in un set che non si è dimenticato nulla ma proprio nulla della carriera di Flea e Kiedis. Quindi una bella Aeroplane e Coffee Shop (we can dance like Iggy Pop) dal periodo con Dave Navarro. Dopo di loro i Mind Joke gruppo multicover dai Bon Jovi agli Iron Maiden. Tecnica a palate... Stasera Quarter past One e Needles & Pins...Ps: scusate per la latitanza...
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