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lunedì 4 novembre 2013

Sprofondo Rossonero...

-Allegri: ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?-
Se volessi infierire sulla crisi del Milan di inizio stagione (l'ennesima) potrei fare un copia e incolla rispetto al post di un anno fa. Se volessi sperare nella rimonta bis dell'anno scorso _ al 95% meritata sul campo _  la butterei sul miraggio. Stavolta è davvero grigia. Una media da retrocessione, una difesa penosamente imbarazzante, una squadra costruita con le toppe, con gli scarti, accozzaglia last.minute di parametri zero senza arte né parte in cui si spende non poco, ma male _ parole di Barbara B. _ et voilà, il j'accuse allo zio Fester/Galliani è servito. 12 punti in 11 partite non è un'affronto, semplicemente un dato oggettivo. Mai nella storia la società ha vissuto un momento tanto delicato, con la stampa pronta a parlare di scontro generazionale tra la vecchia guardia e i giovani dirigenti che vorrebbero un deciso cambio di passo, un tournover, un'invesione di rotta. Chiedete al tifoso in ogni Bar Sport d'Italia. Le responsabilità non sono solo di Fester, ovviamente. Qualche colpo a sorpresa riesce ancora, ma non basta. Non è sempre domenica. Chi sembrava perlomeno decente un anno fa (Constant ad esempio) ora viaggia a 4 o 5 ogni giornata, mentre i top player come El Sharawy e Balotelli, sono spettatori di un tracollo preoccupante. In mezzo il condottiero Allegri, perfetto yesman senza personalità, senza un gioco, nemmeno nell'anno dello scudetto, il classico allenatore da provinciale prima incapace di gestire i rapporti con la vecchia guardia (Seedorf, Nesta, Gattuso, Pippo Inzaghi, Pirlo, un pò tutti lo hanno criticato) e poi incapace di dare un'impronta ai "suoi ragazzotti" come li chiama lui. Forse per mettere le mani avanti, consapevole della pochezza del materiale su cui lavorare. Verissimo, ma perché il Verona, ripeto il Verona  un gioco ce l'ha ed è la davanti? Impossibile che un club con alcuni buoni giocatori non riesca ad assesstarsi nella colonna sinistra della classifica. E allora vai pure a dire che conta il ranking caro Adriano, ma la storia è storia e conta l'oggi. E ai tifosi che vi avevano avvisato sull'inutilità di acquisti li davanti _ invitando il club a concentrare i pochi soldi disponibili per difesa e centrocampo (12 milioni per lo sterile Matri, più o meno quanto speso dalla Roma per l'ottimo Strootman a lungo corteggiato dal Diavolo) _ vaglielo a spiegare.
L'a.d.rossonero ha fatto i salti mortali, facendo l'impossibile per lasciare il Milan competitivo, ma la pecca più grande è l'assoluta fiducia in Allegri, l'uomo sbagliato al posto sbagliato. Giustissima allora la contestazione dopo l'ennesimo flop con la Fiorentina. Manca una linea, questo è il dato di fatto, manca un allenatore che sappia motivare il gruppo o almeno fare i cambi, manca la capacità di reagire, insomma manca una guida. A questo punto l'addio tra le parti è l'unico rimedio, Allegri deve andarsene, almeno per provare a invertire la rotta, dare una scossa alla squadra. Magari nell'attesa che palloni gonfiati (Niang), brocchi conclamanti (Zapata, Emanuelson, Mexes), schizofrenici (lo sprecone Binho) lascino definitivamente Milanello. Difficile in tempi di crisi, in cui l'unica esigenza è l'acquisto del parametro zero, in nome del bilancio. Ecco la divisione manichea: da una parte il raziocinio imposto dal Fairl Play Finanziario (con B.interessato più alle campagne acquisti delle Olgettine peraltro), dall'altra il cuore del tifoso. Un cuore che sussulta quando vede Kakà metterci l'anima, quando lo vede esultare dopo il magnifico gol con la Lazio e che si deprime per un Balotelli moscio, mentre il Faraone diventa sempre più oggetto misterioso. Testimonial per un noto snack ( a questo punto infausto) El Sharawy è l'istantanea di questo Milan: “E' proprio quando non va _ dichiara nello spot _ che devi riprovarci, perché in campo non sei mai da solo! E vedrai, che la palla che aspetti, arriva anche all'ultimo minuto!” Certo, ma se Matri o Niang sbagliano a porta vuota...



giovedì 21 febbraio 2013

Milan vs. Barca 2-0 (@Sambodromo)

-Chi l'avrebbe detto?-
 

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lunedì 22 ottobre 2012

C'è poco da stare Allegri.

-Il panettone, questo sconosciuto-
Spinto da una saudade iperbolica, faccio una capatina al Bar Sport del blog: i sorrisi, gli abbracci, le pacche sulle spalle di qualche mese fa _ ultimo post per l'addio dei Senatori _ si sono trasformati in musi lunghi, un pò assenti, tristi, quasi per effetto di un morphing malefico. La classifica dei rossoneri, d'altronde parla chiaro: 7 punti in otto partite ridefiniscono il concetto di mestizia. Mai così giù dagli anni Quaranta. Si arriva addirittura, e qui sta il paradosso maximo, a rivalutare le sciagurate, scalcagnate annate di Oscar Washington Tabarez/Sacchi prima e Capello (bis) poi. Stagioni in cui si dilapidava (tanto) ad minch...am. Nella scorsa estate, invece si è speso qualcosina; esponenzialmente  meno, ma quel poco, sempre e rigorosamente ad minchi..am. Volenti o nolenti, club e allenatore si sono genuflessi alle rigide regole del Fair Play Finanziario cedendo Ibra e Thiago Silva per esigenze di bilancio. Oltre allo scambio con l'Inter tra l'ingrato Cassano e Pazzini (costato altri 7 milioncini),  l'assurdo acquisto di Niang ( già énfant terrible prima ancora di aver fatto tre e dico tre, passaggi in prima squadra) che secondo voci di mercato verrà ceduto a gennaio. Non dimentichiamo l'arrivo di Zapata, protagonista nella retrocessione in B del Villareal, l'oggetto miserioso Traoré, Constant ( ovvero l'inguardabile Ibra Nero), Bojan, relegato in panca sempre e comunque (ma diamogli spazio!).

Trapuntone pietoso sui capelli biondi di Muntari, dejà vu di Ibrahim Ba. Poi i panchinari dell'anno scorso, innalzati miracolosamente al ruolo di titolari _ miracoli dell'austerity (leggasi braccino da T-Rex) e della mancanza di programmazione dirigenziale. La forza della disperazione. Chi faceva la differenza (Binho, Nocerino. Boateng) è involuto, rattrappito, impalpabile. Senza dimenticare (strap)Pato...  Manca solo l'indiano dei Village People e siamo a bolla.  A Max deadmanwalking Allegri il compito di rivitalizzare l'armata brancaleone di Milanello, già da mercoledì nella partita di Champions con il Malaga. In ritiro dopo le 3 pericottish prese dalla Lazio, ennesima sconfitta che pregiudica il morale e annichilisce la classifica, speriamo metta in fila un undici decente. Non mi sento _ in un panorama così desolato, quasi lunare _ di condannare tout court il mister co.co.pro. Non si può cavare il sangue dalle rape, ma se Emanuelson è la chiave di volta del gioco, se la fascia di capitano è di Bonera, beh, qualcosa non va. Unici spiragli di luce nell'asfittica manovra rossonera De Sciglio ed El Sharawi, i soli uomini di prospettiva di una società allo sbando, che attende sottotraccia, come un miraggio nel deserto, una sosta refrigerante nell'oasi di qualche Emiro, utopico (al momento) investitore per ridare dignità ad una nobile decaduta. 

 

mercoledì 19 settembre 2012

Liam cacciato dal Bernabeu!!!

 -Aka: quando il Bar Sport e il r'n'r si incontrano-
Our kid, ci mancavi! Il match di Champions League tra Real Madrid e Manchester City di ieri, ha regalato emozioni in campo (vittoria in rimonta degli spagnoli per 3 a 2) e _ soprattutto _ sugli spalti con Liam Gallagher causticamente sopra le righe. Infatti l'ex frontman degli Oasis è stato espulso dal Santiago Bernabeu per insulti e anatemi vari. Bella Liam: Stay Young and Invincible!!!!


Un altro precedente:
Il 23/02/1998durante il volo della Cathay Pacific Airways diretto da Honk Hong in Australia, Liam molesta i passeggeri e il personale di volo. Il mese seguente la compagnia aerea lo sospende (per sempre) dai propri voli.

Source: Wikipedia

domenica 13 maggio 2012

Come Pippo Nessuno Mai.

venerdì 11 maggio 2012

Grazie di tutto Pippo

"Tutte le cose che state per leggere saranno sempre seconde, rispetto ad una. La prima e unica cosa che voglio che voi sappiate per sempre è questa: ho giocato e vinto per Noi. Giocare e vincere senza condividere le emozioni è nulla, invece io e voi, noi, abbiamo fatto tutto insieme. Abbiamo sperato, abbiamo sofferto, abbiamo esultato, abbiamo gioito. E abbiamo alzato le coppe e gli scudetti insieme ai nostri cuori. Siamo sempre stati sulla stessa lunghezza d’onda. E questo non ce lo toglierà mai nessuno. Sapete, cari Milanisti, quando sono arrivato a Milano voi non lo sapevate. Ero in una stanza d’albergo e dovevo uscire il meno possibile, per non dare nell’occhio e per non compromettere quella trattativa di mercato fra la Juventus e il Milan. Le prime settimane, i primi mesi, mi avete studiato, ci siamo guardati. Poi, ci siamo innamorati. Quella sera contro il Torino. Eravate arrabbiati, le cose in campo non andavano bene, eravate in silenzio. Mi sono tolto le stampelle, ho iniziato il riscaldamento e il vostro ruggito dedicato a me ci ha fatto vincere la partita, ci ha proiettati al preliminare di Champions League e poi alla nostra Finale di Manchester. Questi ricordi, insieme a tutte le persone che mi consolavano ad Anversa nei mesi difficili del 2004 e del 2005 e ai brividi che abbiamo provato insieme il 9 Agosto 2006, il giorno del mio compleanno, contro la Stella Rossa, saranno sempre sul comodino del mio cuore, accanto agli affetti più cari. Atene. Il calcio ce l’ha regalata per un solo motivo: io e voi, noi, l’abbiamo voluta così fortemente, così intensamente, che non poteva concedersi. Certo, la realtà è andata oltre i nostri sogni più belli. Due gol, contro il Liverpool, due anni dopo Istanbul, la Settima Champions League. Il destino ci ha riservato quello che non osavamo sperare. Io oggi voglio ringraziare con affetto e commozione il presidente Berlusconi e Adriano Galliani: la loro elettricità e la loro capacità di emozionarsi per me mi ha reso più forte, mi ha spinto oltre qualsiasi limite. Ma voglio rivolgere un pensiero anche a chi, dalle giovanili a tutte le splendide squadre dove ho giocato nella mia carriera, mi ha aiutato a diventare l’uomo e il calciatore che sono oggi. Grazie Milan, grazie calcio. Concedetemi di chiamarlo mio il Milan, le persone di via Turati, di Milanello, gli uffici, i centralini, i magazzinieri, i fisioterapisti, i medici, le cucine, lo Stadio, gli addetti, lo spogliatoio. Tutte le persone che mi vedevano arrivare con il maglioncino alla domenica e vibravano già sperando nel mio gol. Ciao Mister Ancelotti, con te ho vinto tutto, ciao ai miei meravigliosi tifosi che mi seguono da tutto il mondo, sempre con affetto e con grande passione, ciao ai miei fantastici compagni di squadra, di oggi e di ieri. E infine, concedetemelo, grazie, grazie, grazie alla mia famiglia: mamma Marina, papà Giancarlo, Simone e Tommaso. Non sarei arrivato fino a qui senza di voi. Siete la mia forza. Caro il mio Milan, Ti lascio solo perché è la vita, perché è il momento. Lo sai anche Tu.

Ciao a tutti e grazie, Pippo Inzaghi"


mercoledì 14 marzo 2012

Tout est bien, qui finit bien...

domenica 15 maggio 2011

Prince: The moonwalker

domenica 3 aprile 2011

MILAN INTER: 3 - 0

...Si perché nella vita c'è sempre da recitare... In una manciata di parole, il Liga d'annata (era agli esordi con Bambolina e Barracuda) racchiude il prima e il dopo del derby di ieri sera, una partita su cui è già stato detto (e scritto) tutto e il contrario di tutto. In ordine sparso:
Non conta/ ci sono ancora in palio 21 punti/ è una gara come le altre/ non si decide nulla stasera.
Nonostante i complimenti per la diplomazia e l'arte retorica di giocatori, allenatori e dirigenti di Milan e Inter la verità è un'altra. Il segreto di pulcinella è un mantra che si usa in automatico davanti a taccuini e microfoni, un gioco vecchio che ormai non stupisce più nessuno. Con buona pace della scaramanzia e di paranoie varie e assortite. Al di là del dato sportivo (da anni il derby non era decisivo per lo scudo), è l'aspetto emotivo della stracittadina che emoziona sempre e comunque, anche un tifoso distratto come il sottoscritto. Dall'ultima volta che la sezione Bar Sport di questo blog ha alzato le saracinesche, ne è passata di acqua sotto i ponti, specie in casa nerazzurra, con l'esonero di Malitez, l'arrivo di Leo e una rimonta solo sfiorata. Si scrive Leonardo ma si legge voglia di rivincita, delusione, orgoglio, rabbia: da una parte e dall'altra. In cento e passa anni di storia non era mai successo che un allenatore passasse da una squadra all'altra di Milano nel giro di pochi mesi. Deluso per il trattamento, le tirate d'orecchie ricevute Leonardo, non si è "venduto" per 30 denari, come scritto da tifosi comunque dispiaciuti per la cosa, ma semplicemente ha voluto restituire lo "sgambetto", dimostrando di valere. Le critiche, sarebbero arrivate comunque, ma di certo non sarebbero state così feroci se il tecnico brasiliano appena arrivato alla Pinetina non avesse parlato di sogno che si realizza. Dopo anni nel Milan, quella ed altre frecciate fanno male. E hanno scaldato gli animi. Ecco perché quelle vecchie ferite, nei tifosi, nello stesso Leonardo ieri sera erano ancora aperte, a dispetto delle caute dichiarazioni distensive dell'allenatore (Rosso)Neroazzurro. Il clima, nonostante facesse di tutto per dissimularlo era da alta tensione. Nel cast un allenatore "tradito e traditore", un ex ingombrante, che si sforzava, non riuscendoci, di non pensare alle accuse urlate da tante comparse infastidite. Rapporti che si sono sgretolati in poco tempo. Alla fine il tuffo sotto la curva dei Milanisti che, dopo aver rifilato 3 sberle ai cugini, nonostante la gioia predicano ancora prudenza. "Non è cambiato nulla dicono", mentendo sapendo di mentire...

mercoledì 2 marzo 2011

Taccagno: Eto'o multato.

giovedì 11 novembre 2010

Non mollare Pippo.


mercoledì 3 novembre 2010

sabato 11 settembre 2010

Volti nuovi al Bar Sport.

mercoledì 25 agosto 2010

Sarò criptico,

Quella di ieri sera è stata una esperienza simile ad una partita a poker tirata, malata, malsana e paranoica. Bella storia.

domenica 16 maggio 2010

A testa alta: grazie Leo.

Si congeda dal Milan a testa alta, dopo 13 anni di trionfi e successi vissuti da giocatore, talent scout, dirigente e allenatore. Oltre a Leonardo mollano il colpo il vintagissimo Favalli e soprattutto Baghera la Pantera aka Nelson Dida: ha esaltato, divertito regalato tante gioie a noi rossoneri e va detto, anche qualche "cappella" di troppo. Mou ha vinto ancora (e guai se non l'avesse fatto con la rosa che si ritrova) bravo lui e bravo chi ne asseconda le idee, andando a pescare scarti illustri (Snejder: perché è stato ceduto dai Galacticos?). Se il portoghese dovesse vincere anche la Champions Giacobbo, il re del mistero e del brivido che conduce Voyager su Rai2 (a proposito, Paul Mc Cartney è morto, lo sapevate? L'ancorman di viale Mazzini ne ha le prove) sarebbe pronto a "scongelare" uno speciale ad hoc che intreccia oscure profezie ancestrali, Tolkien, Martin Mystere, il Teschio di Cristallo, le Pantere Nere e Appiano Gentile. Già me lo vedo Giacobbo a sfregarsi le mani con queste primizie. Onore ai vincitori, rien à dir, che hanno banchettato sulle reliquie delle altre formazioni di serie A, cotte e mangiate. L'anno prossimo la pacchia potrà, anzi dovrà finire.

lunedì 18 gennaio 2010

La linea Maginot del Derby

Sulla fuga, si auspica in solitario, della propria squadra del cuore e sulla contemporanea fuga dello spettatore, del tifoso, dalla routine sia che si trovi davanti a uno schermo o _più fortunato_ allo stadio, si basa gran parte della magia del calcio. Sui secondi che seguono un gol c'è una letteratura sterminata, attimi di delirio, gioia (esagerata, insensata, sincera), e campanilismo sono alcuni degli ingredienti. Poi c'è anche 1 elemento segreto nella ricetta, che nessuno svelerà, simile a quello della Coca Cola, che se potesse la Pepsi...Provate a fotografare un tifoso che esulta dopo 1 gol, la fisiognomica del suo volto completamente artefatta nello sforzo di esultare, buttare fuori la sua Santa Rabbia, sing for the moment. Ecco, nella categoria dei veri tifosi, non troverete nessuno, nemmeno tra i belloni di Hollywood, venire bene in foto, alla faccia di chi piagnucola per non dire "cheese" perchè poi è brutto (è inutile che te la prendi, l'essere fotogenici è un dono e probabilmente non ti appartiene, non è colpa del cheese, potresti dire anche una sillaba con la boccuccia alla Zoolander ma l'effetto di morphing è quello. Ti capisco e condivido il tuo dramma, quindi fattene una ragione). Le radici sono queste, fattori sconosciuti all'universo femminile e fonte, a lungo andare di polemiche, litigatine futili e corrosive, come la tortura, tutta orientale della goccia sulla fronte impartita dalla dolce metà del povero tifoso qualunque (figura mitologica assieme al milite ignoto), vittima delle sue mancanze, vittima della sopracitata volontà di scappare (dovevamo andare all'outlet, dovevamo andare a vedere tutta la saga di Twilight, dovevamo andare a litigare, dovevamo... etc etc...). Al di la di questo sadico conto da pagare con l'altra metà del cielo, questa è la parte buon del calcio, quella più bella di sfottò (garbati e mai banali) che un tifoso moderato come me, si riserva di fare agli avversari,ma solo agli storici. So di essere scostante, e mi accorgo di un preoccupante calo di interesse verso uno sport che molte volte mi ha deluso, sopraffatto da tutto e di più, so che nn dovrei interessarmi solo quando in ballo ci sono inter e juve ma tant'è... prendiamone atto. Quest'anno poi la febbre da derby è alta in linea con la controtendenza degli ultimo anni: dopo i fasti al tempo dei Longobardi, gli interisti hanno ricominciato a vincere, imponendosi con convinzione e (purtroppo a suon di vittorie). Noi milanisti, nonostante siamo affiliati a una potenza del pallone (almeno a livello economico, tecnicamente siamo nobili caduti) recitiamo il ruolo di scommessa, facciamo simpatia (paradosso!) e i gobbi, feriti dai cugini si lanciano in ardite alleanze da fantapolitica pallonara contro gli interisti: "Li guferemo" dicono irritati. Da quando è arrivato Mou, tecnico talmente odioso da risultare per ossimoro simpatico, la frattura meneghina si è ampliata, così come la febbre da stracittadina. Mettici due visioni opposte: alla corte di Moratti finalmente una squadra tonica, forte, completa e cinica, da noi per paradosso, giocatori crepuscolari, scommesse, geometrie impossibili, e al simpatico Leonardo il compito di cavare il sangue dalle rape. Com'è come non è ci sta riuscendo, complice il new deal del ritemprato Dinho, ed equilibri insperati per una squadra di esteti, che danzano sul campo, capace di prodezze balistiche e raffinatezze d'altri tempi. Tutto questo contro dei catenacciari. Solidità e concretezza oppure sfrontatezza e genialità? La seconda ovvio. Considerando premesse tanto ghiotte, non si può vedere 1 derby divisi per fazioni, come sempre. A Casalmaggiore da anni è in atto una sorta di divisione, una spartizione dell'atlante geografico delle location del tifo: il Bar Italia da una parte (Milan) e l'Inter club di una frazione qui vicino. Precisamente dal giorno in cui si disputò 1 derby memorabile. Ognuno nella sua base, immerso e coccolato all'interno di ambiente amico. Ora il brivido di fare gli infiltrati behind enemy lines forse è troppo, l'esultanza da gol sarebbe cosa ardita e suicida in mezzo alla tana/fossa del leone (presente la scena degli intrusi nazisti nel pub in Bastardi senza gloria???). Questo post vuole essere un appello per abbattere insensate barriere tra chi aspira ad un (utopico) posto al sole ai piedi della Madunina: guardiamolo tutti assieme, in sede neutra. Che sarà mai! Ci saranno, mi auguro, gol, azioni, polemiche, salti, esultanze e spergiuri, ci saranno sfottò prima e dopo (come è giusto che sia). E magari la fazione sconfitta, caduta sotto i colpi (pere, mine, pappine...) degli avversari potrà consolarsi facendosi un bel servizio fotografico con le facce dei vincitori in primo piano alterate, faccioni paonazzi sbavanti per un gol, con gli occhi fuori dalle orbite e ancora più brutti del solito. Si consolino così i perdenti, con un bel reportage di orridi taggati su Facebook. Ancora più brutti di quando dicono Cheese. So che non basterà, e so che la diplomazia richiede ben altro, ma almeno ci ho provato.

giovedì 22 ottobre 2009

I believe in miracles.

Doccia. Cena. Una controllata alla mail. Due o 3 cose da sistemare. Sms di un amico. E' Milanista: (mal comune mezzo gaudio giusto?) “ti aspetto da me per vedere la partita”. Distrattamente do un'occhiata alla tv mentre mi sto preparando. 1 a 0 loro. Raul ha segnato per le merengues di Kaka, in camiseta blanca. Nei galacticos dopo un'estate di scioglimenti, all'insegna del low profile e dei cambi di gestione sportivi e dell'anima anche del sottoscritto. Viste le premesse vado lo stesso tanto per uscire un po... manca la voglia di coppa, mancano i guizzi i ricordi europei, mi manca Pippo che esulta, intanto Ricky continua a ignorare Dinho, stavolta con una maglia diversa, e fa effetto... E' tutto in proporzione...Era meglio non rivedersi, lasciar passare un po di tempo... e poi proprio ora.
Scale: salgo su. L'amico e suo fratello annunciano un nuovo Didastro del portiere del Milan. La cosa non mi tange... non sarà grave come Leeds. Bisogna verificare. Vedo la cappella, non penso: allargo le mani, i miei muscoli facciali assumono la posizione incredula e da commediante di Inzaghi quando finge davanti ad arbitri, di ogni dove e quando, di non essere in fuorigioco, le braccia si allargano.1, 2, 3 secondi e tornano sulle gambe con un piccolo rumore, mentre gli occhi cercano qualche sguardo altrettanto incredulo e indignato. ( Senza dimenticare la smorfia da complotto). Lo trovano, a fianco ho appollaiato un GG (gufo gobbo). A destra un interista. Par condicio col terzo che è Milanista. Scongiuri. Bagole: "che meraviglia il Beranbeu. Certo che son vecchissimi i nostri. Le occhiaie di Oddo." Poi Trilli Campanellino (direbbe Pellegatti) suona la carica ma senza fretta, con nonchalanche sale in cattedra. Arriva una minella da 30 e passa metri, non gira è dritta e va in rete. Poi arriva il secondo nostro. Inizio a crederci. Squadre sfilacciate. Aspetta un attimo. Ritorno alla realtà: è pareggio. Anzi no, è una vittoria nostra. 3 a 2. Alla faccia dello Zurigo. Alla faccia delle storie finite male, della nostalgia, delle cappelle. Degli ingrati. Sms di un altro amico(scritto in maiuscolo, il che giustifica la solennità dell'impresa) IN EUROPA COMANDIAMO NOI!!! Io do fastidio ai soliti interisti per proseguire un'ancestrale lotta tra il bene e il male ingaggiata da tempo immemore. Sarà solo un illusione la vittoria galactica. Velleitaria tornerà a nascondersi sotto la fitta coltre di nebbia che ci aspetta al varco. Però ora non importa: le imprese si possono fare, e quando sei in crisi diventano epiche.
Let's sing for the moment. Sweet revenge.

lunedì 14 settembre 2009

E sti c...!

lunedì 18 maggio 2009

Disappunto

-Secessioni e divorzi più o meno annunciati, più o meno eleganti subiti e voluti-
Notizia fresca fresca: la Juve esonera Ranieri a due giornate dalla fine del campionato, nel frattempo il Milan si prepara a fare del pacato Ancelotti (from Reggiolo) un baronetto inglese. Ovviamente sulla partenza di Carletto bocche cucite a dispetto delle carrettate di rumors provenienti dai giornalisti che lo vedono sostituto di Hiddink, l'olandese volante ( girovago da una panchina all'altra del mondo) alla guida del Chelsea. L'entourage del diavolo smentirà, esattamente come hanno fatto dalla dirigenza Juventina" No no, Ranieri resta fino alla fine, siamo contenti del suo lavoro, le valutazioni le faremo a fine campionato". Ovviamente erano frottole, e diciamolo una volta per tutte: siamo italiani, e con gli inciuci andiamo a nozze. Aummaumma. In via Turati cadono tutti dalle nuvole _secondo sport nazionale_ (ai meno degni va bene cadere dal più tradizionale pero) e armati di paracadute si trincerano dietro le solite smentite. L'aggravante è che Fester si mette a ridere mentre tranquillizza e smentisce, non riuscendo a nascondere il ghigno da furbetto. Nel quartierino (Milanello)intanto si intravede il profilo sinuoso del possibile sostituto, il cigno di Uthrecht Marco Van Basten. Il premio è la panchina del Milan: alla relativa lotteria dei rigori ammessi anche Allegri, Leonardo non ancora (ritenterà... pazientiamo il suo patentino di allenatore), Tassotti e Galli.

Sulla panchina dei Gobbi arriva Ciro Ferrara. E in due domeniche darà il via a un progetto importante, la prima partita la squadra capirà schemi e meccanismi dell'allenatore Napoletano (nel club della sua città Natale, dove nissciuno è fesso, ha fatto fagotto Edy Reja per far posto a Donadoni: risultati? no.), la seconda sarà il rompete le righe. Aspettando l'ovvia riconferma sarebbe un breve ciclo, va detto. Precari di lusso a sei zeri. C'è di peggio. (Dificile cavare il sangue dalle rape e contrastare la corrazzata inter con squadre raffazzonate). Dalle altre parti la solfa è più o meno la stessa: nei motori non potendo esonerare 1 allenatore si esonera il direttore della Formula 1 (un cialtrone apocalittico): all'ammutinamento prenderanno parte Renault, Ferrari ed altre scuderie pronte a prendere armi e bagagli in un nuovo campionato. Suggerisco che gli allenatori esonerati e parcheggiati vadano a guidare nel tristissimo campionato delle monoposto dei club (specie di formula 1, i più grandi team italiani e non ne hanno una, il Milan, l'Inter, il Manchester, il Real) assieme alle scuderie (forse) ex F1. Consoliamoci con la politica dove siamo il paese europeo con il più alto numero di partiti e partitini. Anzi a voler vedere c'è una panchina che scotta e i mister, nemmeno i più cerchiobottisti, ne azzeccano una. Silurati e speronati. Spogliatoi difficili. meglio soli che male accompagnati? Niente quisquilie. Ole secessioni, federalismo. A ciascuno il suo.