lunedì 19 gennaio 2009

Get on your boots

Da oggi è on air Get on your boots, il primo singolo del nuovo album degli U2 intitolato No line on the horizon. La canzone sarà disponibile per il download da domenica 15 febbraio mentre l'uscita "fisica" è prevista per il 16 febbraio. Al link la potete ascoltare. Bye!
http://www.youtube.com/watch?v=wkTQJecNPRI

sabato 17 gennaio 2009

Sabbia, inchiostro e dollari

Allora, questo è un post da maneggiare con cura. Per tutta una serie di motivi, at first riapre l' antica diatriba (se così si può definire) tra due diverse concezioni di calcio, quella più orientata ai sentimenti, alle famose ragioni del cuore, il partito delle bandiere che sventolano fiere a imporre la loro classe sugli avversari, e chi forse più pragmaticamente concepisce un calcio diverso, quelli che "The show must go on" per capirci. Si tratta di scegliere tra cappa e spada. La linea di demarcazione è netta, posizioni differenti non sono contemplate, fermo restando la saudagy che ti prende quando fai paragoni con quel passato mitologico (e forse irripetibile) che fu. Sul piatto il Milan ha un' offerta da far venire i balordoni a chiunque: 150 milioni di dollari per portare Kakà al Manchester City, a formare un inedito tandem con Robinho. I soldi sono una montagna, tanto più che il brasiliano potrebbe lastricare il fondo del tunnel nella Manica con lingotti, ma di quelli grevi. E adesso fatte le dovute premesse pensiamoci bene.

Sulla Gazza nel polverone sollevato da questa mega offerta i due partiti hanno rappresentanti più o meno illustri. Il lucido ed equilibrato De Bortoli (direttore del Sole24ore) adduce perplessità sulle scelte societarie del club ( Il milan non è il Cosmos, servono forze fresche)... Quindi la solita cosa della milanello come "cimitero degli elefanti". Il buon Abatantuono, rossonero al 110%, sta seriamente pensando di convogliare tutti i suoi sforzi da tifoso nel Sassuolo. Io vorrei una squadra vincente, ma non nandrolata, un team che non ammazzi i campionati, ma che sappia vincere dando spettacolo, col famoso manuale del calscio di Altafini sempre aperto. Vincente ma non imbattibile. Se no che gusto c'è? In questo senso, vogliamo forse parlare della straordinaria gioia provata quando abbiam vinto la Coppa Campioni nel 2007 contro il Liverpool e praticamente contro chiunque, cabala compresa? Ecco, va bene, vendiamo il giocatore se questo deve essere fatto_ e a tal proposito le dichiarazioni di Kakà sul suo amore per il Milan e il desiderio di invecchiare con questa maglia addosso, assumono 2 significati: o è sincero_ e quindi la scelta di partire è ragionevolmente imposta_ oppure è un voler uscire di scena discretamente cercando di dribblare congedi infelici come quello di Sheva ( english lessons, listen and repeat). La pressione mediatica è forte, di la sceicchi e sultani danno l' affare concluso, sui navigli si pensa e si fanno ipotesi golose, nuovi nomi. Però il Manchester City non ha il blasone del Diavolo, le motivazioni sarebbero di diversa natura; la champions, beh... al city si chiedono ancora cosa sia questa illustre sconosciuta. No, sono convinto che non abbia intenzione di andare, in passato ha rifiutato offerte anche dai Galacticos, semmai è il club che pensa di cederlo. La maturazione di Pato può servire a zittire la saudagy dei tifosi così come la sua fu lenitrice del mal di Sheva dei primi tempi. Noi potremo puntellare la difesa una volta per tutte, prendere gente importante, gggiovane. La butto li: non a via a gennaio, ma a giugno. Però... che saudagy.

giovedì 15 gennaio 2009

Grazie, prego, scusi tornerò!

Si fa o non si fa? Ardua domanda che pretende una difficilissima risposta, soprattutto se ti chiami Jimmy Page, se hai suonato divinamente una gibson per decenni e se al solo nominare il nome della tua band every rock fan brama dalla gioia con acquolina in bocca e mani in preda a convulsioni da air guitar. In questi giorni successivi al tuo compleanno (il 10 gennaio, a proposito, non ti sono arrivati gli auguri?) si è parlato e riparlato di reunion, l' ipotesi di rimettersi assieme dopo l' estemporaneo concerto one night only fatta per ricordare il discografico della Atlantic Records Ahmet Erthegun. Il tuo manager Peter Mensh, ha fatto e disfatto il ritorno del dirigibile in tempo di record. Il 7 gennaio: "si fa, la ricerca di un nuovo cantante è già iniziata e Jimmy, assieme al bassista John Paul Johnes e a Jason Bonham (figlio d' arte dello scomparso drummer John) sono intenzionati a portare in giro un nuovo show e a registrare un disco. La ricerca del nuovo cantante è già iniziata." E in poco tempo il tam tam mediatico aveva fatto partire il totoscommesse: Chris Cornell, Steve Tyler, Myles Kennedy degli Alter Bridge; speculazioni da fanta politica rock. Robert Plant voce degli Zeppelin impegnato prima con Alisonn Krauss, talentuosa cantante country folk in giro per promuovere Rising Sand, glisserà la rimpatriata. Cioè, pensaci Jimmy con Black Ice gli AC DC han venduto milionate di dischi. Ora... al di la dell' aspetto prettamente commerciale che diventa trascurabile, pensaci bbbene. Si tratta di dare ai neofiti e a tutti quelli che aspettano con bramosia da tempo un nuovo riff, another shock of the lighting, gemellino anche apocrifo, sboccato se vuoi e non riconosciuto delle mitiche intro di The Lemon Song o di Whole Lotta Love. Poi la storia la sappiamo bene, non preoccuparti che non ti sputtaniamo mica, i tuoi peccati di gioventù sono la migliore attenuante possibile, credici. Ma poi, il 9 gennaio:" no, non si fa mica, abbiam cambiato idea." E l' enunciato irrita come potrebbe irritare una maratona tra le ortiche. Dopo una decina di retromarce e la megasensazione per l' evento che sfuma (anche se a onor del vero tornerà presto a riaccompagnare gossippate rock, così come a Napoli ogni tre per due darebbero Maradona pronto al maggico rientro, poi non si sa a far cosa, ma rientrerà, that' s for sure). Ovvio, se ci fosse anche Robert sarebbe perfetto, digli di mollare quella brava (e talentuosa) bugnona e di riunirsi alla band, e se poi proprio non ci sta andate con un altro cantante, ma devi tornare in Italia, nel mondo, a suonare. Il Dio del rock te ne sarebbe eternamente grato, e poi, ricordi la parabola dei talenti? Bene, allora Don' t waste your riff and bring it on home!!!

martedì 13 gennaio 2009

@ the face!

Il miglior lavoro del mondo, ovvero una sorta di vacanza retribuita. E' quanto offre l' ufficio di Turismo del Queensland, che ha messo un annuncio per cercare un guardiano per l' isola Hamilton della Grande Barriera Corallina. Il fortunato che firmerà un contratto di sei mesi, spiega il quotidiano britannico The Guardian, riceverà 70 mila euro per dodici ore di lavoro al mese, una villa di tre stanze vista mare in dotazione e trasporti aerei gratis. I compiti richiesti sono a dir poco piacevoli: dar da mangiare alle tartarughe, guardar le balene, raccogliere la posta una volta a settimana e scrivere un blog. Gli interessati dovranno mandare un video di 60 secondi esponendo le ragioni della loro richiesta. Unica condizione: possedere buone capacità notatorie e tanta passione per la natura.
Fonte: www.repubblica.it













Ps:Se spulciate sul sito del Guardian trovate linkini e accrocchi interessanti a riguardo
Bye!


lunedì 12 gennaio 2009

Almanacco della fantascienza

L'8 gennaio 2009, la X sezione del tribunale di Roma ha assolto Luciano Moggi e tutti gli altri componenti della GEA World dall'accusa di associazione per delinquere finalizzata all'illecita concorrenza, sconfessando così le tesi dei PM Palaia e Palamara. Essa, tuttavia, ha condannato Luciano Moggi a un anno e sei mesi di reclusione per violenza privata nei confronti dei calciatori Blasi ed Amoruso.

Fonte: wikipedia


E se fosse andata così invece? Sapeva sempre su che cavalli puntare e in fondo, l' ex direttore generale juventino usava dire che il tempo è galantuomo. Ecco perché:




Oh, però mica ci scommetto...

domenica 11 gennaio 2009

Gli Spaghetti in saccoccia


In una pizzeria a un tiro di schioppo da casa ho visto un' immagine a dir poco suggestiva, perfetto esempio per il momento storico che stiamo vivendo: c' era un Totò affamato che _incredulo di trovarsi di fronte a kilate di spaghetti_ ne mangiava a bizzeffe e con le mani, alla bersagliera senza andare troppo per il sottile, e come se non bastasse, si imbottiva anche le tasche di spaghi. Al di la di facili paragoni (non molto fantascientifici purtroppo) con il momento storico che stiamo vivendo, un periodo di dieta del benessere, un restyling del capitalismo, mi viene da pensare alle penurie di questo music system. A costo di darmi la zappa sui piedi e di mortificare il mio interesse per ascoltare nuovi gruppi, nuove canzoni, raramente rimango impressionato da quello che sento, soprattutto se metto in confronto certi album con cose fatte anni, lustri o decenni fa. So che cappello facendo queste associazioni, fuori luogo per situazioni storiche e musicali, completamente diverse. E poi, come dicono tutti, il tempo è galantuomo, per cui, all' epoca della loro uscita certi discorsi musicali sono passati inosservati, o addirittura stroncati, mentre ora, le stelline omesse dai critici musicali sono ritornate a impreziosire le recensioni di ristampe, pubblicate proprio per ridare vigore a un mercato discografico in affanno. Se mi incammino su questa china ancora un po' finisce che mi deprimo, quindi dileguommi le prossime righe e chiudo qui questo interludio.

Abbiamo molti più mezzi, la diffusione della musica non è mai stata così ampia, le possibilità di fruirne sono illimitate: you tube, wikipedia, last fm, per citarne alcune: manna dal cielo! Quanti gruppi nuovi si fanno conoscere tramite my space, e per fortuna direi. Oggi se sei disposto allo sbatti, scopri una manciata di buone canzoni ogni giorno, e forse questo basta e avanza, anzi ripensandoci più di così non si può fare. Come diceva Eddie Vedder( frontman dei Pearl Jam) parlando degli Who:" Loro, e i grandi del rock' n roll hanno definito un genere, un codice musicale, un' attitudine, noi per quanto ci sforziamo possiamo solamente ampliarne i contorni, il grosso è già stato fatto." Noi siamo i figli del post ( in senso che è un epoca di post e blog, incentrati molto spesso sulle gesta fatte da altri molto tempo prima), non abbiamo mai vissuto grosse rivoluzioni musicali. A parte questa certo, ma è più una rivoluzione di democraticità, di accesso alla musica, una rivoluzione anche di dematerializzazione del supporto fisico, dai cari e vecchi viniloni (but they are back!) agli mp3. E' come se fossimo arrivati a un concerto in tempo per sentire le ultime due canzoni, e ci gustassimo gli applausi e gli inchini, che rappresentano la rendita su cui campano i grandi, ma il momento in cui si infila il jack nella chitarra, l' esordio, lo shock e un suono nuovo, potente e inedito, nisba. Non potremmo mai rispondere alla domanda che campeggia su un live degli Zeppelin How The West Was Won? Certo solo per sentito dire, ma vale un infinitesimo il gioco in scatola rispetto al Be Here Now

Il carpe diem non vale più per noi. E questa cosa dispiace assai, mannaggia! Poi rischio di asciugare, ma il new rave inglese in termini di importanza non vale un centesimo del punk o del grunge, rien à faire. Il 2007 e soprattutto il 2008 sono stati gli anni delle reunion e dei ritorni, i vari Golia del rock e del pop sono tornati giusto per far vedere come tanti, troppi piccoli Davide dei nostri giorni siano poca cosa, e anche se armati di intuito e precisione , le loro fionde possono veramente poco contro i padrini ageé. Visto? Se si prosegue su questo filone c'è poco da stare allegri di questi hard times. A questo proposito Slash (chitarrista dei Guns) intervistato qualche anno fa su Rolling Stone disse: "Sicuramente la fuori c'è un ragazzo che sa come si fa a resuscitare il rock, ci deve essere qualcuno che mantiene vivo il fuoco". Qualcuno con una nuova formula, misteriosa a questo punto come l' ingrediente segreto della coca cola. Sperèma ben. Conviene aspettare, crederci e sbattersi per ascoltare new- old songs. Conviene non fare gli schizzinosi e gli snob su certi gruppi e prendersi il meglio che possono dare, paradossalmente mentre il mercato dei singoli è morto, la rete consente e anzi ti incanala a quelli. Solo polvere di stelle, visto che al momento di stelle luminose se ne vedono poche. Se le cose stanno così, infiliamo spaghetti in saccoccia e scordammuce o' passato. The song remains the same.



sabato 10 gennaio 2009

Stoned


Questa è la cover del nuovo album di un gruppo americano,gli Animal Collective (il disco esce il 20 gennaio).
Pregansi fissare l' immagine e gustarsi il bizzarro effetto:
psichedelia take away!

giovedì 8 gennaio 2009

Un assist facile facile...

Scusate, so che è telefonato all' inverosimile questo post, ma a costo di maldestri scivoloni su lastroni ghiacciati, il video di Snow dei Red Hot lo piazzo: qualche fiocco (per fortuna più innoquo delle kilate cadute ieri) vorrebbe regalarlo anche il mio blog.
Io assecondo

lunedì 5 gennaio 2009

The Spirit

The Spirit segna il debutto in solitaria del Frank Miller regista, guru nel mondo dei comics USA, apprezzato autore di graphic novel acclamate da critica e pubblico. Parlo ad esempio, di Sin City (a tale proposito informo che sono in pre-produzione due sequel). Nel 2007 ha collaborato con il regista Zack Snyder a 300, il film fumettone che narra l' epico scontro delle Termopili tra 300 guerrieri spartani capeggiati dal re Leonida e l' (infinito) esercito invasore del re di Persia Serse (@Serse: ti piace vincere facile?). Il nuovo lungometraggio è ispirato al fumetto ideato da Will Eisner, disegnato dal 40 al 52, ed è incentrato sulle gesta di un poliziotto di nome Denny Colt (Gabriel Macht) ucciso e resuscitato, invincibile. Una volta tornato in vita, il nostro eroe resetta il sistema e diventa The Spirit. Fuori dal comune perché fa cose molto difficili con tutta la semplicità di questo mondo. La prima: andare in giro con la maschera di arlecchino, la seconda bastonare orde di cattivi, la terza essere costantemente circondato da donne mozzafiato e marpionare come un incrocio tra Fonzie e Brad Pitt. Tombeur de Femmes, non perde occasione per un più 1, sarà a quota un milione, e questo forse è il superpotere che chiunque vorrebbe avere. Peccato che la sua nemesi, ovvero il perfido Octopus, (interpretato alla grandissima da Samuel L. Jackson) abbia voglia di pestarlo come una zampogna. Come se non bastassero i comuni ladri di polli e gli svitati villain schizoidi, ci pensano anche le ex fidanzate a incasinargli la vita: belle e fatali, come la meravigliosa Eva Mendes che solo per la presenza scenica da una stellina in più al film. L' ambientazione noir si sposa perfettamente con gli effetti da comics (graficamente rien a dir); Miller è un maestro. Personalmente ho trovato alcuni momenti un po' buttati li, i personaggi femminili sono stati trattati alla veloce e poco approfonditi. Le interpretazioni dei cattivi meritano: Samuel Jackson fa i salti mortali e ci fa apprezzare anche l' aspetto tontolone del personaggio (quando ha il nemico sottomano, legato farlocca monologando sulla conquista del mondo, come ogni supercriminale che si rispetti). La sua assistente/ segretaria Scarlett Johansonn ironica e sexy, non sbaglia una battuta. I luoghi come le fogne col laboratorio dei cattivi e una dimensione fuori tempo (il contesto temporale è volutamente rarefatto, come le nebbie della città), sono un retaggio lasciato dai trascorsi milleriani presso la DC comics (quella di Batman).
Alla fine sono rimasto con un ni, troppo cerchiobottista mediazione tra i contenti e i paccati. Appena fuori dal cinema l' abbiam messa ai voti, credo sia terminata 2 a 2, con un altro ni. 300 e Sin City avevano messo tutti d' accordo.
You can' t always get what you want.

domenica 4 gennaio 2009

One two three four!




















The Rocker: un disegno di Izzy Stradlin preso direttamente dal suo sito
http://www.chopaway.com/

venerdì 2 gennaio 2009

Kings of Leon: Only by the Night

I Kings of Leon sono 4, 3 fratelli e un cugino e sono in giro dal 2003, anno del (troppo?) acclamato esordio Young and Youth Mathood, in realtà poco ispirato. Appunti: nominati per tre grammy, sulle copertine dei migliori magazine inglesi (vedi Q) e americani (un po' tutti). Ergo: li stanno spingendo alla grandissima. Beh, rispetto ai primi lavori acerbi e monocordi, stavolta il gruppo ha ampliato il proprio range e ha fatto centro. Ad un anno dal rompete le righe del precedente Because of the times, i Kings of Leon tornano in pista e (ri)chiamano all’ adunata il loro popolo. Gli ospiti accorsi a frotte sono tanti e rumorosi, bei ritornelli, orecchiabili, finalmente il suono della chitarra è strutturato e gioca col delay ed altri effetti "da pedalina". La voce di Caleb, consapevole delle proprie limitate possibilità espressive, se ne frega e risulta sincera, calda, stonata e alle volte dimessa, roca, imballata come certi ricordi unici, che solo la notte sembra offrire e da qui il titolo, Only by The Night. Sex On Fire, il primo singolo, che parte Strokes e finisce U2, rappresenta bene la parabola e l’ evoluzione sonora della band: da un guitar rock sbarazzino via via siamo giunti ad un sound epico, strabordante chitarre taglienti à la The Edge appunto. Manatthan in questo senso è lampante, con il cantante chitarrista che cerca di arrampicarsi sugli impervi sentieri battuti da Bono negli anni 80, gli anni belli degli U2.

Ora i Re del Leone(?!?) hanno bene a mente le coordinate da seguire, abbracciando un climax sonoro oscuro, dimesso. Nessuna traccia ricorda il passato southern rock, riproposto solo ai fedeli durante i concerti. Questo non è un gruppo innovativo, non ha l’ ambizione e forse la stoffa per esserlo, però ci sanno fare eccome, e visto quanto sono migliorati negli anni la cosa rincuora. Probabilmente sul lunga distanza possono risultare ripetitivi, ma di certo per ogni album uno o due pezzi killer, ovvero i supersingoloni li azzeccano sempre: nel precedente le meravigliose On Call ( fate partire il video in allegato!) e Charmer, qui Reverly e Cold Desert. Album notturno come indicato dal titolo, ottimo per essere ascoltato in macchina e per tragitti in solitaria e meditativi; non certo per un sabato sera, per quelli se mai, andate sul sicuro con gli Strokes di Last Night


mercoledì 31 dicembre 2008

100!100!100!

Sono a quota 100 post sul blog, e tra poche ore entreremo nel nuovo anno: doppio brindisi allora!

venerdì 26 dicembre 2008

The Killers: Day & Age

The Killers: Day and Age. I giorni e l' età, il tocco che si perde col passare del tempo e la paura della resa: questo è il brano con cui si apre l' ultimo dei Killers: Loosing Touch. Rispetto al passato hanno perso parte dell' epicità dei suoni che impreziosirono il concept album Sam's Town, per abbracciare un tocco tipicamente eighties. Brandon Flowers (the singer) & company riscoprono un certo pop solare, multicromatico, ultracampionato, con abbondanti dosi di tastiere e suoni del genere, le rullate di batteria, i riff, gli effetti, le aperture ipermelodiche. Questo è un album di strofe e cori, efficacissimi, e in questo risiede la sua forza: non aver paura di scrivere canzoni apparentemente leggere, non aver paura di ripescare da un decennio troppo bruscamente archiviato come plasticoso e finto. Spaceman è il perfetto esempio dei tessuti con cui il gruppo ha deciso di confezionare le proprie creazioni. La successiva Joy Ride profuma di mare ed estate, il sax e le percussioni mettono Brandon Flowers al bancone con un cocktail in mano a scrutare l' orizzonte, finto duro, nel tentativo di adescare quante più ragazze possibili. This is your life è il bignamino degli anni 80, con dentro fantasmi di Human League, Talking Heads, Duran Duran, soprattutto dei Cure e in generale, di ogni altro nome vi venga in mente. Sam' s Town parlava con tono epico avvicinandosi per certi aspetti al Bono degli ottanta o all' enfasi springsteeniana, parlava di loosers messicani, ispanici, inglesi in una piccola città tutt' altro che esaltante, dove le poche cose che potevi dare alla tua amata erano la tua pelle e le tue ossa, quindi la tua corporeità, Bones per l' appunto. Nella città di Sam ci si liberava del lusso, non per scelta, ma per obbligo a causa di cristallizzati status sociali dalla nascita, e volenti o nolenti si arrivava all' essenza delle cose, sforzo lodevole. Qui, invece si naviga tra bassi corposi, synt, calypso messicani, spruzzatine d' arpa qua e la, accenni lontani di archi. Merito ai Killers dunque, per aver condensato il meglio di un non-genere ed avercelo riproposto nella loro versione: melodica, spensierata e di gran classe. Questo non è un disco moscio, senza spina dorsale, l' unica pecca che posso muovere al gruppo riguarda l' omissione dal booklet del cd dei testi, tutt' altro che banali. Se oggi un epigono di Raf, canticchiando, mi chiedesse: "cosa resterà di questi anni 2000?"
Di certo risponderei che esistono loro, The Killers.

giovedì 25 dicembre 2008

The Killers: Don' t Shoot Me Santa

martedì 23 dicembre 2008

Eddie Vedder: un eroe americano

Oggi compie gli anni Eddie Vedder, cantante, frontman e chitarrista dei Pearl Jam.
Un eroe. La sindone sulla sua maglietta trasuda rock n roll ed energia da far paura. Se avete pazienza e non stoppate il video potrete godervi l' inusuale abbraccio alla folla adorante...

lunedì 22 dicembre 2008

Samba, flash e panettoni

Un Milan sontuoso travolge l' Udinese e accoglie Beckham. Se la Samba di Kakà e Pato da il buon umore e produce fragorosi consensi tra gli adepti rossoneri, l' ingresso dell' altisonante suddito della regina e del glamour non ha infiammato come previsto, nonostante il rumore di questi giorni. Parlo di rumore mediatico ovviamente, visto il personaggio in questione capace, suo malgrado, di assist perfetti per scettici e disfattisti, i quali, si sa, vanno a nozze con frasi e titoli della serie "molto rumore per nulla". Speriamo si sbaglino. Fa comunque sorridere l' attenzione data al personaggio da una parte, e dall' altra appare strano come i detrattori abbiano memoria corta di quanto fatto da Beckham prima a Manchester e poi nei Galacticos. Certo, gli anni sono altri, i tornei sono altri, ma stiamo parlando di un assoluto professionista, meticoloso e preciso, e vista la penuria di centrocampisti a disposizione del sornione Carletto, averne uno in più non farà certo difetto. Al suo ingresso in campo (anzi, sulla passerella visto l' attitudine modaiola, il lupo perde il pelo ma non il vizio) ha trovato due bambini cui dare la propria maglia, nell' attesa di un' ovazione mai prodotta, di un applauso mai partito nei suoi confronti. Un po' come la trombetta stonata di carnevale... quel mondo lì. Do you know what I mean? Infatti, il catino di San Siro è stato piuttosto freddino, se vogliamo scettico nei suoi riguardi, proprio come una madre bigotta potrebbe esserlo nell' accogliere la relazione tra sua figlia e Pete Doherty, certo non uno stinco di santo.

Al di la di speculazioni ed altro, vorrei piazzar li una panoramica generale della giornata. La cinquina rifilata ai friulani di Marino è stata una passeggiata sopra le macerie di una iniziale pretendente allo scudetto. La realtà dei fatti vede al momento distanti sia noi rossoneri (9 punti hanno comunque peso) sia loro ( altro che 9 però). Il diavolo rivive lo stesso leiv motiv dello scorso finale di stagione: ovvero è ancora incalzato dalla Fiorentina, mai così squadra, ora che Prandelli ha a disposizione un Montolivo finalmente sicuro, finalmente deciso, valido grimaldello assieme a Mutu e Gilardino per tutti i compagni. La Roma che prepotentemente stava risalendo la china, rischia un rientro traumatico visto l' infortunio di Totti, e a Catania vecchie ruggini hanno _per l' ennesima volta_ offerto uno spettacolo francamente squallido. I gobbi fanno veramente paura, sempre la solita squadra rocciosa, assieme all' Inter le più unite a livello di spogliatoio. E Vieri, il mitico Bobone slavattone che va in gol tignoso, mai domo, vogliamo forse tralasciarlo?

Lo special one vince e di certo il suo panettone sarà il più gustoso tra tutti quelli dei colleghi( per il semplice piacere della polemica fine a se stessa ai cuggini: che sia di cartone, polistirolo, plastilina il vostro panettone?) Va detto che se i morattiani hanno la miglior difesa e il miglior attacco di tutta la serie A beh, questo vorrà pur dire qualcosa. Noi ci siamo tolti qualche sassolino dalla scarpa, peccato per la sosta. Dopo i panettoni e i brindisi la preparazione del Milan parte dal Qatar, per metter nelle gambe le risorse necessarie a conseguire gli obbiettivi prefissati. E per evitare grigie serate di Uefa trasmesse su canali porno prestati al calcio per un paio d' ore. Anche se, su sfottò del genere, i Bar Sport di tutto il mondo ci campano da una vita, ed il bello è proprio questo...





domenica 21 dicembre 2008

Guns n roses: The Illusion of Democracy

Use Your Illusion non era solo il titolo dell' ultima prova in studio firmata Guns n roses, ben altro. Quelle tre parole sulla bocca di milioni di rocker in tutto il mondo hanno mantenuto fede ai loro rispettivi significati. Use Your Illusion: usa la tua personale, apocrifa versione di come sono andate le cose, l' ascesa, il successo e il black out. What is and what should never be. La mappa che ci ha lasciato l' ultima band veramente assetata di distruzione, successo, droghe e donne ha i contorni sfilacciati e bruciati. L' ardore e la furia insensata, la passione per la musica e la vita e gli spergiuri a queste due permalose dame, hanno reso tutto maggiormente complicato. Dopo che l' appetite for destruction è stato placato, cosa rimane? Il rock si è trovato improvvisamente orfano di uno degli ultimi templari, uno dei pochi che ne conoscevano il segreto. L' illusione rimasta è stata il più forte esempio di attaccamento, sbigottimento e di rumore da parte di milioni di fans, a cui è stato risposto con un silenzio, interrotto molto sporadicamente dai balbettii di comunicati stampa volutamente schivi ed evasivi. Come chi ha orchestrato l' opera, complimenti al direttore di scena dunque... William Axl Rose, regista onnipotente e fragilissimo al tempo stesso. Ogni fans, ogni detrattore ha fatto i conti con la sua personalissima Illusion, mentre lui si gingillava a guardare il corso degli eventi trovava la risposta a tutto: secondo un preciso, folle e ardito piano. Nient' altro che una meravigliosa megalomania amplificata da suoni e canzoni troppo annunciate, famose solo per presunti titoli, diventate il futuro della musica senza ancora essere state udite da nessun suddito del Re Lear. E' stato tutto un bluff, scommetto che è andato secondo i piani... che abbia previsto tutto, assecondando il suo genio instabile e capriccioso, spandendo oltre ragione un ego complesso e poliedrico, sbilanciato tra rabbia e sensibilità straordinaria sembra quasi ovvio. L' interrogativa atmosfera di suspance che apre Sorry ci porta alle conclusioni dell' intera lunghissima farsa, progenitrice dei moderni reality, banalizzazione per alcuni di una persona in affanno con i propri demoni, ma capace di domarli per pochi e brevi istanti, sparsi lungo 15 anni(o chi lo sa, forse anche di più, ma è tutto sfocato); mentre per altri solo una preziosa illusione. Il talento si riaffacciava per attimi, ad ogni modo importanti, per confezionare il libretto di una meravigliosa pièce teatrale. Axl è stato metodico nel preparare le scenografie, la fotografia è perfetta per ogni atto dell' opera: una traccia è floydiana, e dopo pochi secondi capisci che la chitarra suona seguendo le vibrazioni che l' acqua ha fatto in una pozzanghera dopo essere stata affrontata da un passo distratto, affrettato o non curante. Gli episodi si susseguono, mai banali, vissuti e depurati dalle ingenuità, complice lo svezzamento di un finissimo lavoro in studio. Molti cortigiani apprezzeranno altri capitoli, il legame col passato del gruppo e dell' america che in Madagascar, complice la voce potente e infinita di Martin Luther King, si sprigiona nella sua pienezza. Catcher in the Rye è la virtù dei forti, con una lungimiranza pazzesca, la sublimazione della merda attraverso suoni meravigliosi. There was a time rievoca il passato del Re Axl, quando pretendente al trono, scorrazzava per il regno del Sunset boulevard di LA, guidando al tramonto. This I love è un sovrano in una corte vuota e sporca, dilaniato dalla solitudine e dai suoi fantasmi. Il resto è rock n roll sofferto, solare, energico e vitale, vincente e menzoniero. Coerente con l' illusione di chiunque voglia fare i conti con questa musica.
A ciascuno il suo atto. Ogni cortigiano sarà libero di scegliersi la propria illusione ed anche la propria verità.

giovedì 18 dicembre 2008

L' unione fa la forza

L' evoluzione della specie, una metamorfosi, l' open source e la biforcazione di un idea, elevata al quadrato. Chi l' ha detto che ad un bivio dobbiamo per forza scegliere quale strada percorrere? Possiamo benissimo prenderle entrambe! Miracoli della tecnologia e del taglia e cuci su misura della musica: il mash up, ovvero l' unione di due o più canzoni diverse montate assieme. Il risultato di norma colpisce, infatti si snatura l' impatto usuale dei pezzi (purché l abbondanza di stimoli, e di contributi tra i più disparati, non finisca per frastornare le idee del malcapitato ascoltatore). Quindi se avete una mezz' oretta da buttar via vi invito a giocherellare un po' con certe rivisitazioni. In principio fu Boulevard of broken songs ad aprire i giochi, unendo anthem come Wonderwall (Oasis) e Boulevard of broken dreams (Green Day), con guests come Travis ed Aerosmith. Consiglio un ascolto, fate partire il video qua sotto già che ci siete...
I kissed a banquet http://www.youtube.com/watch?v=-1CrMBpDU38 è il meticcio sonoro che preferisco, matrimonio azzeccato tra l' hit dei Bloc Party e il recente tormentone finto scandaloso ("mamma mia che paura fa sta ragazzaccia teribbile") di kate Perry. L' americana da mesi ci rammenta di aver apprezzato una collega del gentil sesso, mobbasta però, abbiam capito. Altro mash up da ascoltare, ma qui scopro l' acqua calda, è quello tra Linkin Park e Jay Z con Numb Encore. Il piedino si muove quando parte l' ibrido Fat boy slim plus Jacksons5 http://www.youtube.com/watch?v=OWIQZj0v4L8, che ne dite? Alcuni titoloi transgenici fanno sorridere, artefatti e plastici come mandaranci a luglio, sto parlando ad esempio di Whole lotta Sabbath. Pessimo Prankster Rock n roll (almeno con i super classici un attimo di cautela... leggasi maneggiare con cura!). Che dire? Ho buttato lì qualche idea, vedete cosa vi salta fuori e in che mash up_ sembrano quasi infiniti- capitate!
Bye

martedì 16 dicembre 2008

The Cure 4:13 Dream

In un centro commerciale deserto trovo l' ultimo dei Cure, prima a 15, 90 (si può fare), partendo dal presupposto che sganciare 20 euri per un ciddì al giorno d' oggi è una follia. Dunque, sto per acquistarlo, do un' altra fugace occhiata ai nuovi arrivi e vedo che tra i vinili c'è The Cosmos Rocks: il lavoro dei Queen con Paul Rodgers (ex singer di Free e dei Bad Company). No grazie. Niente snobismo, per carita, però non me l' accollo. C'è anche l' ultimo dei Kaiser Chiefs, ma il singolo appena proposto, tale Never Miss a Beat stanca, quindi nonostante l' illuminata produzione a nome Mark Ronson glisso. Allo stesso modo dileguommi dai Killers, discorso musicale che volevo approfondire, ma aihmè con l' ultimo album, non con Sawdust del 2007. Mi tentano e parecchio gli AC/DC e soprattutto, gli Stereophonics con la raccolta A Decade In The Sun. Dei gallesi ho praticamente tutto, ma la comodità della tracklist con er mejjo a distanza ravvicinata mi ha fatto vacillare. Fermo restando che in tempi di vacche magre tocca fare scelte, scelgo: vada per il sogno di Smith e della sua combriccola, nuovamente arricchita dagli arpeggi chitarristici di Porl Thompson, suo cognato, per davvero ( nel frattempo in un altro scaffale lo trovo già a 13 euro, miracoli della deflazioni e abbondanza di etichettone gialle).


Si parlava di blocco dello scrittore, diversi magazine davano Robert Smith a corto d' idee, accartocciato su se stesso, manierista e autoreferenziale. Niente di più lontano dal vero. Solo illazioni. A partire dalla trovata di pubblicare 4 singoli anticipatori dell' album (uno al mese, tutti il 13). E sempre parlando di anteprime, bisogna ammettere che The Only One per quanto fresca e accattivante, sa di già sentito: la trama su cui è imbastita vorrebbe essere la stessa della seta, però a conti fatti abbiamo a che fare con l' artificialità del polyestère; gli altri singoli, invece sono meritevoli: Sleep when I'm dead col cantato strafottente e irritante, risale addirittura agli esordi del gruppo, e anche per questo profuma di new wave e darkitudine. The Perfect Boy merita, buona in tutte le sue parti, strofa- ritornello - ponte. Vale soprattutto Freakshow nella sola versione possibile, quella di 4:13 Dream. Quindi senza considerare lo scempio dell' omonimo remix. E a proposito di rivisitazioni, bisogna dire che la peggiore pubblicità che stata fatta all' album ha il nome di Hypnagogic States Ep: 4 pezzi del nuovo lavoro remixati da cialtroni americani che hanno truzzato e violentato l' anima dei brani originali. Sinceramente se prestassi un disco e mi tornasse indietro nella sua versione biodegradabile mi incaccierei come una faina a digiuno da giorni, schiumante rabbia. In puroRage Against The Machine style!!! I Cure avranno semplicemente scrollato le spalle , visto che comunque il ricavato dell' Ep ha finanziato la Croce Rossa americana. Torniamo a noi, Underneath the Stars è la meno immediata e assieme a The Scream costituisce l' ossatura dark del disco, peraltro molto chitarroso. E' eccellente lo stato di grazia della formazione: da tempo non erano così in palla.


Proprio perché nei sogni tutto è possibile, per esempio abitare in California, essere fidanzati con Belen Rodriguez o guidare una cabrio sulla Route 66, allo stesso modo è verosimile (molto di più a onor del vero) che i Cure eseguano la rokkeggiante It’s over suonando come i Pearl Jam bulimici di wah wah: grunge melodico d’ alta scuola. La mia canzone preferita? Siren Song, anche se mentre scrivo questa rece do it yourself sono solamente al primo ascolto e con la voglia di approfondire ulteriormente… Listen and repeat! Questo, vista l’ enorme mole di ciofeche che propongono le major al giorno d’ oggi è una buona cosa. Piacevole, onirica visione d’ arte in chiaroscuro.


Vivisezione di un sogno in 13 parti

lunedì 15 dicembre 2008

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Piove da giorni ormai, ininterrottamente; non riusciamo a dribblare questo lunghissimi e intransigenti giorni di dicembre. Piovono scarpe addosso a presidenti che hanno fatto piovere per troppo tempo sull' anima della gente, non hanno fermato i nuvoloni neri, in realtà hanno mentito tutti. Ma chi potrebbe riuscirci, chi ce l' avrebbe fatta? Piove anche sulle bandiere che diventano sempre più pesanti e abbassano la testa, stanche e sbiadite non si curano di nulla, da tempo. Piovono giudizi e si puntano le dita, si affilano le armi, rifiniscono le unghie che grattano l' argento da cartoncini truccati, però sono chiuse le corti dei miracoli oggi. Lanciamo pietre nonostante nessuno sia vergine dai peccati e quindi dovremmo lasciarle a terra, e invece querele e querelle, litigi, malumori. Vola champagne dopo una vittoria, brindisi e congratulazioni, paragoni scomodi, lodi che diventano specchietti per le allodole.
Piovono post inutili come questo e inondano la rete, prima di evaporare, come tutto il resto.


domenica 14 dicembre 2008

I sondaggioni

Questi giorni dell' anno sono sempre pregni di sondaggioni e bilanci riguardo gli ultimi mesi di musica; Rolling Stone America ne ha promosso uno circa le 10 migliori copertine dell' anno ormai prossimo al pensionamento. Megadomandona: non me ne vogliano i fan dei Tallica, ma la copertina di Death Magnetic non è sta cima assoluta, personalmente avrei visto bene nella classifica la cover di Forth ( dei Verve, presente sul blog in un post di agosto).
Per dovizia di particolari inserisco almeno il podio

10 Top Album Covers Of 2008

10: Of Montreal, Skeletal Lamping
09: Oasis, Dig Out Your Soul
08: The Raconteurs, Consolers of the Lonely
07: Death Cab For Cutie, Narrow Stairs
06: Nine Inch Nails, The Slip
05: Coldplay, Viva la Vida
04: Metallica, Death Magnetic
03: Fleet Foxes, Fleet Foxes
02: The Mars Volta, Bedlam In Goliath
01The Killers, Day & Age

sabato 13 dicembre 2008

Si può (ri)fare!!!

Finalmente ho internet.

lunedì 8 dicembre 2008

Niente mosche su John

Quell' otto dicembre non doveva succedere. Assolutamente no.

sabato 6 dicembre 2008

A Long December

A long december and theres reason to believe
Maybe this year will be better than the last
I cant remember the last thing that you said as you were leaven
Now the days go by so fast

And its one more day up in the canyons
And its one more night in hollywood
If you think that I could be forgiven...i wish you would

The smell of hospitals in winter
And the feeling that its all a lot of oysters, but no pearls
All at once you look across a crowded room
To see the way that light attaches to a girl

And its one more day up in the canyons
And its one more night in hollywood
If you think you might come to california...i think you should

Drove up to hillside manor sometime after two a.m.
And talked a little while about the year
I guess the winter makes you laugh a little slower,
Makes you talk a little lower about the things you could not show her

And its been a long december and theres reason to believe
Maybe this year will be better than the last
I cant remember all the times I tried to tell my myself
To hold on to these moments as they pass

And its one more day up in the canyon
And its one more night in hollywood
Its been so long since Ive seen the ocean...I guess I should

A Lond December
è un brano dei Counting Crows, eccezziuonale gruppo americano autore di gemme come August And everything after oppure this Desert Life. Nel link del post c'è il relativo video _impreziosito dalla partecipazione di Courney Cox, la bella Monica di Friends. Credo che da sola, la frase scritta in grassetto valga il prezzo del biglietto, ognuno l' interpreti come vuole...
http://it.youtube.com/watch?v=PNF1a-ZG1uc
Ps:l' etichetta per questo post rientra formalmente nella categoria pensieri, pur essendo altrui.

domenica 30 novembre 2008

The White Keys



Alicia Keys musa stupenda. Jack White genio, e in quanto tale un pò pigro, hanno dato vita ad un duetto inedito. La Keys tira fuori le unghie e graffia, lui mitraglia riff secchi e potenti. Sentendo la canzone, peraltro impreziosita da un video bello fumettoso, vien quasi da sperare in un ipotetica (ma aihmè improbabile) joint venture musicale tra i 2. Ne verrebbero fuori delle belle. Ricordo che noi nel BelPaese(...) ci siamo appena liberati dalle tossine per il duetto Tatangelo plus Giggi. Duetti plastici ( come quello che coinvolge la ragazza di periferia de' noatri),ed altri invece veri (come qua sopra, dove il rocker e la sinuosa cantante di Fallin e No One sembrano fronteggiarsi tra un acuto e un rullo di batteria) Talmente veri e carichi di pathos da sembrare quasi duelli. Tra moglie e marito non mettere il dito (ne una microspia), nemmeno se ti chiami Bond, potrebbe venir fuori un Casino Royale.
A presto carbonari!

giovedì 27 novembre 2008

Kind of Blur

Il NME, noto magazine musicale inglese, rivela che nel 2009 i Blur affronteranno una reunion _ su basi solide stavolta_ comprendente la line up originale e quindi, anche il chitarrista Graham Coxon(il giallo). Tra l' altro, autore di album chitarrosi e belli punk,consiglio già che ci sono, lo stupendo Love travels at illegal speeds.

Nonostante l'aiuto in fase di missaggio da parte di Fat Boy Slim (vedi la traccia Crazy Beat), l' ultimo lavoro Think Tank non ha fatto centro ed è stato accolto tiepidamente dal pubblico e da parte della critica. Da allora_era il 2002_ Damon Albarn ne ha fatte di ogni: prima con i Gorillaz e poi con un gruppo, grandiosamente mesto e malinconico, che risponde al nome di The Good, The Bad and the Queen. Pavone com'è Damon è senza dubbio The Queen all' interno della formazione (comprendente un mago delle percussioni, l' ex bassista dei Clash e il secondo chitarrista dei Verve) e ha lasciato ai compagni del progetto i rimanenti appellativi morriconiani. Nel frattempo gli altri Blur non sono certo rimasti con le mani in mano: il bassista(il blu) è diventato un produttore di formaggi (?!); il batterista(il rosa) bazzica ancora in ambito musicale, dopo aver intrapreso e mollato una carriera politica locale a tempo di record.
Che bello quando si parlava di guerra del Brit Pop e le due corazzate buttavano fuori contemporaneamente singoloni della Madonna come Country House (Blur) e Roll with it (Oasis). Miss the old days!!!
Loro direbbero Modern life is rubbish...


http://www.nme.com/news/blur/41282

martedì 25 novembre 2008

Paga da bere!

Dr Pepper 'fregata' dai Guns N'Roses: una lattina gratis per tutti

Alcuni mesi fa l'azienda Dr Pepper, produttrice del famoso soft-drink, con abile mossa pubblicitaria aveva annunciato che, se i Guns N'Roses avessero pubblicato il rimandatissimo album "Chinese democracy" entro la fine del 2008, avrebbe regalato una lattina del suo prodotto "ad ogni americano". L'azienda contava sul fatto che Axl Rose e soci, continuando a procrastinare, avrebbero rimandato il disco perlomeno al 2009. E invece è stata presa in contropiede: l'album, come riportato, uscirà alla fine del prossimo mese. La campagna della frizzante bibita era stata accompagnata, negli USA, da una dichiarazione che suonava così: “Per Dr Pepper c’è voluta un po’ di pazienza per perfezionare lo speciale mix di 23 ingredienti, quindi capiamo perfettamente e simpatizziamo con la richiesta di Axl che vi sia perfezione, una perfezione che va oltre un normale album. E sappiamo che, una volta pubblicato, la gente lo chiamerà ‘un Dr Pepper per le orecchie’ perché sarà sicuramente una mistura rinfrescante di suoni ricchi e audaci: un vero classico istantaneo”. Il classico istantaneo ora si chiama promessa da onorare. L'azienda rende noto che, il giorno della pubblicazione dell'album, chi andrà sul sito del drink potrà stampare un coupon col quale, presentandosi in un negozio che vende Dr Pepper, si potrà avere una lattina gratis. Probabilmente la dirigenza, basata in Texas, spera che solo una piccola parte dei 305 milioni di cittadini statunitensi si ricorderà di quella promessa.

Fonte: http://www.rockol.it/

venerdì 21 novembre 2008

High Times: Grunge

Questa vorrebbe essere la playlist definitiva del sottoscritto frutto di anni di frequentazioni soniche con amici tossici e non, da Seattle e non (ovviamente parlando di musica non esiste_perfortuna_ niente di definitivo e assoluto). Non è stato facile, ho già dei pentimenti per le escluse comunque riporto papale papale:


  1. Smashing pumpkins Drown

  2. Smashing Pumpkins Ava Adore

  3. Alice in Chains Got me Wrong (unplugged version)

  4. Alice In chains Would?

  5. Soundgarden Black Hole Sun

  6. Soundgarden Pretty Noose

  7. Nirvana In Bloom

  8. Nirvana Come as you are

  9. Screaming Trees Dollar Bill

  10. Screaming Trees Nearly lost you

  11. Pearl Jam Porch

  12. Pearl Jam Yellow Ledbetter

  13. Jane' s addiction Ocean Size

  14. Jane' s addiction Jane Says

  15. Mad Season River of deceit

  16. Mad Season Above

  17. Pearl Jam Arc

  18. Temple of The Dog Say hello 2 heaven

  19. Smashing Pumpkins Untitled

  20. Chris Cornell Seasons

martedì 18 novembre 2008

Interviste (im)possibili



Grandi grandi fratelli Gallagher, questo siparietto tra fratelli coltelli stramerita! Noel è un IDOLO... 2 febbraio Datch Forum di Milano... Oasis plus special guest Kasabian: tanta roba!!!

giovedì 13 novembre 2008

-10 alla democrazia cinese!


I Guns dei giorni belli alle prese con Wild Horses degli Stones



Una cover da accendini accesi come questa merita un ascolto in religioso silenzio. L' unica cosa se quel Fresh di Axl e la mia prof di matematica delle medie non entravano sul finale era meglio. Opinioni ovvio...


martedì 11 novembre 2008

Magic Pie

Questa pausa forzata dal blog mi sta enormemente su. Disperso tra le pieghe dei server di gestori telefonici bracconieri, vorrei essere barricardiero e liberarmi di barriere e barricate webbiane. Vorrei campionare la voce di Capezzone/Marcorè nel suo slogan Nonvabbbene e mandarla in loop continuo agli omini dei vari call center (esecutori incolpevoli, vittime, questo va detto). Mio malgrado resto ostaggio in mano a una task force di professionisti i quali (parlo delle super menti di Tele2marroni e Telecominciaacacciareilgrano)devono ridarmi internet, non posso fare altro che aspettare. Morale della favola agisco come un carbonaro, di sfruso; ora per esempio,scrivo dal pc di una amica misericordiosa, God Bless You woman!!! Mi sto impallando di roba da pubblicare, ma adesso come adesso sono incerto dopo una miriade di opzioni e possibilità allettanti. La prima: parlare dell’ ultimo dei Negrita Hell Dorado, album un gradone sotto al precedente stupendo, latino, cosmopolita e multicolore, L' uomo sogna di Volare (8teschi pieni). Nella sezione Bar Sport cascavano a faggiuolo post sulle figurine che fanno gol, arricchendo un campionato_ finalmente_ imprevedibile e accattivante. Sarò telegrafico : grandi Del Piero, Milito el principe dei fantagol. Grandissimo Tiago, visto che è tornato a giocare e bene tra i gobbi? Personaggio, per davvero e in positivo. Vorrei scrivere delicate e ammirevoli parole indirizzate alla musa della settimana: Gabriella Climi (bellissima nel nuovo video). Parlare dei clamorosi ritorni di AC DC e di Metallica mi alletta, ma effettivamente sono quasi fuori tempo massimo. I famosi (anzi fumosi) dieci giorni cui ha fatto riferimento l’ operatore telefonico assumono una connotazione sinistra e non riescono a nascondere gli scricchiolii macabri di tempi di attesa lunghissimi. Se non altro con l' attesa per Chinese Democracy quasi agli sgoccioli, posso averne un'altra ben più fastidiosa. Bella roba! Intanto scrivo alcune outtakes per questo blog che avranno una loro etichetta apposita sotto la quale radunare le idee, unire gli sforzi o incrociare le lame se incoerenti e slegate tra loro. Le fette di una torta Magica, (Magic Pie è anche il titolo di una canzone degli Oasis, da riscoprire). Spero che non risulti indigesta...
A presto Carbonari!

mercoledì 5 novembre 2008

Land of Hope and Dreams2

Barack Obama ha vinto, confermando quanto gli exit pools andavano dicendo da parecchio tempo. Per quanto bravo nella condotta della campagna elettorale John Mc Cain non è riuscito a colmare l' enorme divario dal suo avversario. Compito ingrato, se l' eredità che il tuo partito e il Presidente uscente lascia in dote è drammatica. A nulla è servito l' exile on main street di Bush durante la campagna elettorale: molto spesso assente e volutamente costretto ad un low profile per cercare di ridurre agli occhi degli elettori l' imparentamento, nascosto quasi a intonare l' adagio occhio non vede cuore non duole. Oltreoceano e non solo, la memoria lunga rimane (il Texano è il presidente col più basso gradimento della storia). Lezione di stile e di democrazia quella dello sconfitto Mc Cain che con dignità, orgoglio e compostezza ha accolto il verdetto dichiarandosi onorato per aver servito il paese.Tuttavia era sbagliato associare il veterano del Vietnam con George: il primo, pur avendone accettato l' endorsement ha sempre rivendicato la propria posizione di cane sciolto, di outsider all' interno del Republican Party. Per rispondere al wind of change di queste elezioni serviva la novità, bisognava invertire la rotta con simboli forti, personificazioni del cambiamento, figure a cui Joe the Plumber o chicchessia potessero fare sicuro affidamento. Servivano characters, ben delineati, dal profilo netto e chiaro. Essendo Mc Cain il cavallo migliore nella scuderia Repubblicana, scelto per la sua determinazione, per l' esperienza ha cercato di intercettare i voti dell' elettorato democratico pro Hillary deluso dopo l' esito delle primarie. Sarah Palin, la novità, era l' avatar dell Hilarismo di destra, una donna come vice presidente del più importante uomo del mondo. Niente da fare. Hanno ceduto il passo, caduti come birilli dallo strike di Obama nel suo boowling: l' America.
L' esito parla chiaro il linguaggio della meritocrazia, tanto caro a quella meglio gioventù americana che ce l' ha fatta , così come il senatore nero, prima a lavorare nello staff di Clinton poi, qualche anno fa, a muovere lo scacchiere per John Kerry, il candidato democratico nella scorsa tornata elettorale. Obama ha corretto il tiro la dove il predecessore dem fallì: mai effettivamente in sintonia con la gente, enigmatico, mai nelle corde dell elettorato giovane nonostante gli sforzi profusi dalla campagna Vote for Change promossa tra gli altri da Pearl Jam, Bruce Springsteen, R.E.M., Dave Matthews Band etc... Un giovane americano non tollera scivoloni maldestri come il suo: "adoro guardarmi il football sorseggiando una bella birra calda e mangiando una pizza fredda". Peccato veniale, direte voi, ovvio, c'è ben di peggio. Però quel suo sforzarsi di piacere ad ogni costo e forse il freddo (e malcelato) distacco con cui portò avanti la propria campagna gli furono fatali: assieme al fatto che molti dei giovani che andarono al Vote for Change Tour quella mattina rimasero bellamente a casa. Un cocktail, per l' appunto fatale. Quando il partito si risvegliò dalle illusioni, stravolto per la pacca presa e lo star system democratico capì che la casa bianca sarebbe rimasta ancora inospitale per i propri colori, gli strateghi iniziarono a cercare il volto nuovo, ad autoimporre una scarica di elettroshock al loro interno, a ricompattare le fila.Il tempo, galantuomo, designò l' uomo giusto per dare il via alla rivincita. Una rivincita che parte da lontano, quindi. Oggi sembra di rivivere il sogno di M.L. King, 40 anni dopo... Ora speriamo che i sogni diventino realtà e non si trasformino in incubi.. le promesse sono state fatte, il patriottismo, la gente, le folle hanno avuto la loro dose di appagamento teorico. Adesso che siamo, ancora contenti e felici, tutti gli Obama de noatri e gli ex lacchè di Giorgio si riempiono la bocca di Obamismo e di affinità elettive e attitudinali palesi solo nella loro immaginazione_ ma nella realtà dei fatti diametralmente opposte_ per non dire quasi avverse, svegliamoci dal sogno, subito dopo il periodo di torpore rappresentato dall' interregno Bush/Obama, dall avvicendamento, dal passaggio di testimone e di consegne. Le gatte da pelare sono tante, le patate incandescenti abbondano e le Cassandre che hanno sbandierato fedeltà a Barack potrebbero (abbinandosi ai vari Giano bifronte del' opinione pubblica) strillare subito quello che non va. He's just a man, ricordarlo è opportuno, non è San Francesco ne Chuck Norris( il quale potrebbe da solo risolvere i problemi del mondo a colpi di Kung Foo, magari con la consulenza di Mc Gyver, di Steven Segall e di altri last action hero del nuovo mondo). Ha bisogno di tempo e a mio avviso di allontanarsi il più in fretta possibile dal sensazionalismo di questa campagna elettorale. Ora parleranno i fatti. Grazie a lui l' Amorica ha la possibilità di svoltare, per davvero.
This is history: right here, right now.

martedì 4 novembre 2008

The Final Coutdown

lunedì 3 novembre 2008

Land of Hope and Dreams

sabato 1 novembre 2008

The importance of being Rock

Ernesto nel frattempo si è dato

L' importanza di essere genuinamente caciaroni, cafoni ma con gusto. Mentre porcate e amenità varie tentavano di rovinare gli ascolti dell' estate appena trascorsa Mr. Kid Rock da Detroit, la città con la fama peggiore d America cosa fa? Con tutta la semplicità e la naturalezza di questo mondo prende due songs da PAURA, le fonde e ti fa il pezzone. Radiofonico allo spasmo, adatto per guidare e per giri con amici, fidanzata etc etc. All summer long è radiofonica, stupenda, bella senza paranoie, senza se e ma. E' da ripescare per svariati motivi:
  • nonostante gli ascolti a ripetizione non sfiorisce, non appassisce e hai ancora voglia di sentirla
  • prende il meglio di due grandissime canzoni dei 70: Sweet Home Alabama dei Lynyrd Skynyrd e Werewolwes of London di Warren Zavon
  • In ambito di heavy rotation è l' esempio di un alternativa ai dari, poi ovvio se i gggiovani rimangono a sentire wale wale storiacce loro
  • e soprattutto perché in tempi di vacche magre per la creatività e le idee non si arrampica a cercare suoni inediti che il più delle volte per scarsità di ispirazione, possono sembrare stantii, triti e ritriti
Niente di tutto questo. E' un pezzo paranoia free. premetto che non sono un fan di Kid Rock e di lui conosco principalmente le zarrissime cronache amorose: il matrimonio lampo con Pamela Anderson e la rissa col batterista dei Motley Crue Tommy Lee, ovvero l' altra fiamma dell ex bagnina di Baywatch.Comunque tornando sui nostri passi cerchiamo di capire il personaggio. Giustamente stanco del cliché di un certo hard rock new metal dove stava per diventare una macchietta, e stanco di suoni che, anche per motivi anagrafici non sentiva più suoi, ha fatto un inversione di marcia e si è buttato nella riproposizione patinata (ma con gusto) di suoni country e sudisti accompagnate da dosi di massiccio rock senza tanti fronzoli. Ad esempio, Down in New Orleans non sfigurerebbe nella colonna sonora dei Blues Brothers. Rock n roll Jesus, l' ultimo album, ne sintetizza appieno l' estetica e la visione delle cose: atteggiamento bonario ma sopra le righe, per questo shouter finto cattivo( oddio...forse non troppo finto, visto che il 22 ottobre 2007 è stato arrestato per rissa in un ristorante di Atlanta). Sotto la canottiera tamarra e il grigno sgruso c'è anche altro. Facendo un paragone politico attirerebbe i voti della middle class americana, dei ggiovani (e dei giovani vecchi) che lavorano nei fast food et similia, quelli un attimo ai margini, ma senza essere outsider. Potrebbe tranquillamente essere il tipo con tatuato addosso il core de mamma per capirci.E qui andiamo ad esplorare il novo singolo Roll on, una bella ballata che si sporca di un grasso sax sul finale e con dei cori fatti apposta per imprimersi nella mente già dal primo ascolto. Nel video l' uomo se ne gira con la cadillack(evvai di cliché). Resta il fatto che ascoltando l' ultimo (onesto) album senza lode e senza infamia, strappa comunque qualche consenso nella parte più bluesy, contry soul dell lavoro. Le voci, i fiati e il wah wah fanno da tappeto per l' explicit lirycs di Kid Rock, esplicite e per usare uno slogan da industria dell auto di Detroit, sono un usato sicuro. Half your age, impreziosita da piano, violini e urletti da saloon western è country al 100% e ad un certo punto la batteria ripete l' intro di Chelsea Dagger dei The Fratellis(?!). Invece la piacevole Blue Jeans and a Rosary ricorda tremendamente Picture: il duetto di Rock con la bellissima Sheryl Crow. Pe finire, When You love someone parte con un banjo e un hammond e poi sfocia in un sound molto caro ai Black Crowes di Thorn in my Pride. Qualche diecina di minuti senza pensieri. Non è un rock che vuole salvare il mondo, vuole solamente divertire qualcun altro oltre agli alligatori che nuotano nelle torbide acque delle terra natia del nostro. Rivaluto un ex cialtrone.