mercoledì 14 novembre 2012

Negrita: Live

-La colonna sonora della mia estate-
  Nei giorni scorsi Pau, Drigo & Co. hanno pubblicato (a prezzo anti-crisi) Negrita Live, cartolina da un tour speciale per la band, con oltre 40 date su e giù per l'Italia. Non solo i pezzi tratti da Dannato Vivere, ma anche "classiconi" come In Ogni Atomo, Transalcolico, L'uomo Sogna di Volare, Rotolando Verso Sud etc. Sulla fascia un dvd con un sacco di altre perle di questi toscanacci a cui sono affettivamente legato (il primo concerto che ho visto era la tappa di Parma del Tour di Reset). Aspettando di vedermeli in primavera in versione unplugged mi fa tornare in mente il concertone di agosto a Fornovo, grandissimi!


martedì 13 novembre 2012

Soundgarden everybody!

- King Animal out, now! Acquolina in bocca-


Prima di fare una recensione aspetto di avere King Animal tra le mie grinfie... ammesso che quel coglione del negozio non ne combini altre....

lunedì 12 novembre 2012

I Beady Eye tornano in studio

- Still Speeding!-
Oggi i Beady Eye tornano in studio per registrare il seguito del fortunato Different Gear... Still Speeding, primo album post-scisma con The Chief Noel Gallagher. A produrre il disco David Sitek, già  in cabina di regia per Tv On The Radio, Jane's Addiction ( e nello specifico per il loro ultimo, interlocutorio, The Great Escape Artist) e Yeah Yeah Yeahs. "Abbiamo ancora un po' da comporre _ spiega il frontman Liam Gallagher _ ma registreremo in studio ad un certo punto di quest'anno. Se gli Stone Roses e i Beady Eye pubblicheranno tutti e due un album l'anno prossimo, allora siamo a posto".
E se lo dice Our Kid...

mercoledì 7 novembre 2012

Four more years...


"...Thank you..."

Barack Obama

martedì 6 novembre 2012

Election day: con il fiato sospeso...


lunedì 5 novembre 2012

Barack Obama @ David Letterman

- Il 18/09 al David Letterman Show: un pò di sano relax 2.0-


"We are one people, all of us pledging allegiance to the stars and stripes, all of us defending the United States of America."

Barack Obama 

sabato 3 novembre 2012

Something about Stone Temple Pilots...

Stone Temple Pilots: Thank You
Stone Temple Pilots: Shangri Laa Dee Daa

Ultimamente sto ascoltando molto gli Stone Temple Pilots, band (quasi) sempre fraintesa che ha regalato ottimi momenti al rock dagli anni Novanta in poi. Un gruppo che ha sempre curato l'artwork dei propri dischi. Qui sopra due esempi illuminanti in questo senso.

venerdì 2 novembre 2012

Soundgarden: King Animal Trailer

-Il disgelo-



Conto i giorni: il 13/11 esce King Animal, primo album di inediti dai tempi dell'ingiustamente bistrattato Down On The Upside, uscito nel 1996.

"...La ricreazione è finita..."

Chris Cornell

martedì 30 ottobre 2012

Black Cloud.

Nelle scorse ore l'uragano Sandy ha devastato New York ( e non solo, purtroppo). Tra le foto che circolano in rete, questa mi ha davvero impressionato. Per dovere di cronaca si tratta di uno scatto photoshoppato, che unisce la Statua della Libertà ad una tempesta del 2004.

domenica 28 ottobre 2012

Blake Lively

-Marchette-



Nessuna voglia di reclamizzare brand e marchi vari. Qui si loda la perfezione. Gente, ma quanto è bella Blake Lively? 
 ps: nello spot un remix di Midnight City... 

sabato 27 ottobre 2012

M83: Midnight City



What a song!

venerdì 26 ottobre 2012

The Rolling Stones: Love You Live

-Stupendi-


Ieri sera gli Stones hanno suonato a Parigi al club Trabendo davanti a 350 persone. Nel concerto perle sparse lungo 50 anni meravigliosi, da Start Me Up a Miss You, fino a Brown Sugar, Jumpin Jack Flash e It's Only Rock'n'Roll.   
Rosicata EPOCALE per il sottoscritto.

martedì 23 ottobre 2012

His Bobness...

-La tempesta perfetta di Bob Dylan-

  "A criticarmi sono le stesse persone che hanno cercato di appiccicarmi addosso l'appellativo di Giuda. Il   nome più odiato della storia dell'umanità! Quei dannati figli di puttana possono marcire all'inferno."

Bob Dylan.

lunedì 22 ottobre 2012

C'è poco da stare Allegri.

-Il panettone, questo sconosciuto-
Spinto da una saudade iperbolica, faccio una capatina al Bar Sport del blog: i sorrisi, gli abbracci, le pacche sulle spalle di qualche mese fa _ ultimo post per l'addio dei Senatori _ si sono trasformati in musi lunghi, un pò assenti, tristi, quasi per effetto di un morphing malefico. La classifica dei rossoneri, d'altronde parla chiaro: 7 punti in otto partite ridefiniscono il concetto di mestizia. Mai così giù dagli anni Quaranta. Si arriva addirittura, e qui sta il paradosso maximo, a rivalutare le sciagurate, scalcagnate annate di Oscar Washington Tabarez/Sacchi prima e Capello (bis) poi. Stagioni in cui si dilapidava (tanto) ad minch...am. Nella scorsa estate, invece si è speso qualcosina; esponenzialmente  meno, ma quel poco, sempre e rigorosamente ad minchi..am. Volenti o nolenti, club e allenatore si sono genuflessi alle rigide regole del Fair Play Finanziario cedendo Ibra e Thiago Silva per esigenze di bilancio. Oltre allo scambio con l'Inter tra l'ingrato Cassano e Pazzini (costato altri 7 milioncini),  l'assurdo acquisto di Niang ( già énfant terrible prima ancora di aver fatto tre e dico tre, passaggi in prima squadra) che secondo voci di mercato verrà ceduto a gennaio. Non dimentichiamo l'arrivo di Zapata, protagonista nella retrocessione in B del Villareal, l'oggetto miserioso Traoré, Constant ( ovvero l'inguardabile Ibra Nero), Bojan, relegato in panca sempre e comunque (ma diamogli spazio!).

Trapuntone pietoso sui capelli biondi di Muntari, dejà vu di Ibrahim Ba. Poi i panchinari dell'anno scorso, innalzati miracolosamente al ruolo di titolari _ miracoli dell'austerity (leggasi braccino da T-Rex) e della mancanza di programmazione dirigenziale. La forza della disperazione. Chi faceva la differenza (Binho, Nocerino. Boateng) è involuto, rattrappito, impalpabile. Senza dimenticare (strap)Pato...  Manca solo l'indiano dei Village People e siamo a bolla.  A Max deadmanwalking Allegri il compito di rivitalizzare l'armata brancaleone di Milanello, già da mercoledì nella partita di Champions con il Malaga. In ritiro dopo le 3 pericottish prese dalla Lazio, ennesima sconfitta che pregiudica il morale e annichilisce la classifica, speriamo metta in fila un undici decente. Non mi sento _ in un panorama così desolato, quasi lunare _ di condannare tout court il mister co.co.pro. Non si può cavare il sangue dalle rape, ma se Emanuelson è la chiave di volta del gioco, se la fascia di capitano è di Bonera, beh, qualcosa non va. Unici spiragli di luce nell'asfittica manovra rossonera De Sciglio ed El Sharawi, i soli uomini di prospettiva di una società allo sbando, che attende sottotraccia, come un miraggio nel deserto, una sosta refrigerante nell'oasi di qualche Emiro, utopico (al momento) investitore per ridare dignità ad una nobile decaduta. 

 

martedì 16 ottobre 2012

Neighbours?

 -Trip spaziali-


Recentemente ho visto Contact, film del '97 di Robert Zemeckis (Ritorno al Futuro uber alles) con Jodie Foster... e mi è partito un trip astronomico: mi sto appassionando sempre di più a pianeti, sistemi extra-solari, galassie, costellazioni. Per noi, quantificare distanze così "totali" è quasi proibitivo. D'altronde, come diceva il mago Merlino ne La Spada nella Roccia "siamo solo un puntino nell'Universo". L'intro del film, così come il finale sono da brividi e danno un'idea della cosa. Take a look!

 Papà secondo te c'è qualcuno sugli altri pianeti?
 Non lo so... però io dico che se ci siamo solo noi sarebbe uno spreco di spazio!

domenica 14 ottobre 2012

Liam on NME

-Senza la cover...- 


sabato 13 ottobre 2012

Mumford & Sons: I Will Wait

- Sarò sintetico-


Ma quanto è bella questa canzone?

venerdì 12 ottobre 2012

Muse: The 2nd Law

Fanno e disfano che è un piacere i Muse: prima lo “spoiler” che annunciava una robusta virata verso sonorità dubstep, poi il singolo, Madness, tremendamente Queen. Senza aver paura di sembrare blasfemi, dopo il precedente “eccessivo” di United States of Eurasia, Bellamy & soci sono alle prese con il loro lavoro meno omogeneo. Un caleidoscopio dove l'elettronica più o meno discreta si fonde con architetture orchestrali e derive rock. Arrangiamenti (quasi) mai banali, un campionario sonico talmente ambizioso, da risultare, in alcuni passaggi, addirittura esagerato. Survival (sigla olimpica) è enfatica e totalizzante, proprio come l'eredità che i Muse hanno deciso di raccogliere, quella dei sopracitati Queen. Il talento compositivo di Bellamy però non si discute. Senza apparente soluzione di continuità si passa da Follow Me _ seguito ideale di Bliss, dove è stato inserito il battito cardiaco del figlio neonato _ al rock in 5/4 di Animals, impreziosito da un sognante arpeggio di chitarra. Compositori senza una precisa collocazione, i Muse continuano a mescolare le carte, alternando poderose bordate chitarristiche a suadenti note di piano nell'arco di una manciata di secondi. The 2nd Law regala i momenti più felici nelle ballad, come in Explorers, il pezzo più Ok Computer di tutti. Il disco si conclude con la strumentale title track, divisa in due parti ed emblema di una riflessione apocalittico-filosofica sull'attuale crisi finanziaria.

giovedì 11 ottobre 2012

Dave Grohl: Il Richiamo del Rock'n'roll

Scream, Nirvana, Queens of The Stone Age, Foo Fighters: l'ex direttore di Kerrang! Paul Brannigan ripercorre la carriera di Grohl. Arcana pubblica, noi dobbiamo leggere. That's all folks!

..."Ricordo che Slim mi chiamava The Rocker, Era la prima volta che mi chiamavano così e io pensavo: "Dice sul serio?". Ero stato un membro degli Scream, inoltre avevo i capelli lunghi e parecchi tatuaggi, quindi sapevano bene che non ero uno di quei bravi ragazzi della Dischord che non bevevano, non fumavano ed erano andati alla Georgetown University. Ma non mi ero mai soffermato a pensare chi fossi. Non ero uno squatter, e neanche un senza tetto o un tipo indie: ero solo uno con i capelli lunghi e il giubbotto di pelle che suonava la batteria. Ma fin dal mio arrivo a Olympia fui "The Rocker"..."

domenica 7 ottobre 2012

Noel Gallagher Live@ Paladozza (Bo)

- It's good to be free -
 
Ier sera ancora una volta The Chief ci ha regalato un signor concerto. Pelle d'oca quando ha fatto D'yer wanna be a Spaceman...

giovedì 4 ottobre 2012

Jon Spencer Blues Explosion: Meat & Bone

Nella vita c'è bisogno di certezze. La Blues Explosion è una di quelle. Ad otto anni dal precedente Damage e con altrettante primavere in più sul groppone, la band è in palla come non mai. Otto anni e non sentirli dunque. Si, perché Spencer e soci _ accantonato il rockabilly degli Heavy Trash _ suonano ancora blues sporco e incasinato. Un ritorno viscerale, primitivo, DNA di un lp passionale e istintivo, senza ospitate, solo i tre newyorchesi a picchiare duro in studio, jammando che è un piacere (Zimgar). Meat and Bone è disco per divertirsi e basta, scarnificando all'osso la storia della musica del diavolo. Inquadrandolo così, l'album diventa un bignami di vent'anni di carriera e, più in generale di 50 anni nel panorama rock. Tra svisate punk alla Hives e standard hard blues, la Jon Spencer Blues Explosion si conferma la band giusta al posto e al momento sbagliato. Perché le loro alcoliche sfuriate chitarristiche non hanno avuto successo, mentre cloni, epigoni, nipoti e affini ispirandosi a loro ne hanno macinati di record? Una domanda da un milione di dollari che trova risposta con una parola sola: ingiustizia. Fregandosene (anche) di questo e provando a ristabilire qualche gerarchia meritocratica, l'explosion propone 13 sporchi rock'n'roll: Strange Baby, Get Your Pants Off che ammicca al funk con tanto di hammond sixties, e Danger, dove J.S. si riscopre figlio illegittimo di Elvis morso da un lupo mannaro. L'explosion è un dejà vù che non stanca mai. 

giovedì 27 settembre 2012

The Killers: Battle Born

Battle Born è un magistrale lavoro diplomatico: la verve ingenua e strafottente di Hot Fuss, l'epicità di Sam's Town e (in abbondanza) la rivisitazione dell'elettro pop anni Ottanta che ha spinto Day And Age, istanze apparentemente inconciliabili, trovano qui un punto d'incontro definitivo. Il discorso riprende proprio dall'ultimo Lp dei Killers, uscito ormai 4 anni fa. Battle Born è una lettera d'amore lunga 50 minuti indirizzata a eroi conclamati_ Springsteen, U2, Cure, Pet Shop Boys, Cars, Depeche Mode, Dire Straits etc. e prima ancora, una dichiarazione che la band fa a se stessa. Esercizio _ pregevole _ di vanità, esibizione di uno stile noto ma nonostante questo efficace e unico nel suo citazionismo sfacciato. Flowers, autore di un'ottima prova interpretativa, parla ancora di casa: stavolta però tralascia il non-luogo per eccellenza (la Fabolous Las Vegas citata nell'esordio solista di Flamingo) e racconta le sue radici. Prende il deserto del Nevada, prende il motto Battle Born scritto sulla bandiera dello Stato americano, et voilà l'artwork e il concept sono fatti. Nelle interviste dicono di faticare ad inquadrare complessivamente il disco. Che paraculi! Si tratta di un lavoro d'insieme, un pastiche lungo 12 canzoni che segue percorsi precisi: la “rivisitazione aggiornata” in forma pop di Springsteen (da Born In The Usa in avanti), il "kitch" ottantiano e gli omaggi più o meno velati a Knofler (Heart of a Girl). Rovinato da un filler inutile (Here With Me) Battle Born si farà ricordare per una manciata di canzoni sopra la media (A Metter of Time, Miss Atomic Bomb). Su tutte però spicca la title track.

mercoledì 26 settembre 2012

Italiani all'estero: non solo Pausini.

-Un tweettone di riflessioni estemporanee sulla musica leggera italiana-
"Condannati" a suonare dal vivo. Lo sono i grandi del rock, figurarsi gruppi e cantanti nostrani. La cosa bella (leggasi: il bicchiere mezzo pieno) dalla rivoluzione/smantellamento dell'industria musicale canonica, è il ritorno prepotente del live, inteso come espressione creativa, percorso e necessità artistica, voglia di giocare e sperimentare. E perché no ampliare il proprio mercato, cercando nuove nicchie di pubblico in giro per il mondo. Neverending tour. Sempre più spesso infatti, terminati tour di 20/30 date in Italia (prima nei palazzetti, poi nelle arene e nei festival) si "sverna" oltreoceano oppure in Europa, occasione buona per tirar su "qualche soldino" extra, rodare nuovi pezzi, evitando un'eccessiva sovraesposizione nei confronti del pubblico (un boomerang). Ben vengano quindi i concerti statunitensi di Lorenzo _ da due anni a questa parte diviso tra Los Angeles o New York _  l'imminente tourné "amerregana" dei Negrita, le capatine europee dei Litfiba. Oltre le Colonne d'Ercole della discografia italiana nel mondo, dunque, non solo Pausini, Zucchero e Nek. Per fortuna.

martedì 25 settembre 2012

Lazio Gate

 -Toga Party-


"Piombo - narco - petrolio più spietato di una cambiale. Galline dalle uova d' oro CON FACCE DA MAIALE..." testo attualissimo, ed era il '93.

lunedì 24 settembre 2012

Stop per i Green Day: rehab per Billie Joe Armstrong

-Falsa partenza per la band californiana-

Si fermano sul più bello i Green Day, proprio in contemporanea all'uscita di Uno!, primo atto di una trilogia che il gruppo di Dookie pubblicherà in questi mesi. Il cantante Billie Joe Armstrong, reduce da uno sclero apocalittico on stage (con immancabile chitarra sfasciata), andrà in riabilitazione. Troppa "medicina".

 Daje Billie, rimettiti in sesto!

mercoledì 19 settembre 2012

Liam cacciato dal Bernabeu!!!

 -Aka: quando il Bar Sport e il r'n'r si incontrano-
Our kid, ci mancavi! Il match di Champions League tra Real Madrid e Manchester City di ieri, ha regalato emozioni in campo (vittoria in rimonta degli spagnoli per 3 a 2) e _ soprattutto _ sugli spalti con Liam Gallagher causticamente sopra le righe. Infatti l'ex frontman degli Oasis è stato espulso dal Santiago Bernabeu per insulti e anatemi vari. Bella Liam: Stay Young and Invincible!!!!


Un altro precedente:
Il 23/02/1998durante il volo della Cathay Pacific Airways diretto da Honk Hong in Australia, Liam molesta i passeggeri e il personale di volo. Il mese seguente la compagnia aerea lo sospende (per sempre) dai propri voli.

Source: Wikipedia

martedì 18 settembre 2012

Out Now, aka: nuove leve in odor di recensione...

Mumford &Sons: Babel ( I Will Wait)

The Vaccines: Come of Age (No Hope)
Two Door Cinema Club: Beacon (Sleep Alone)


domenica 16 settembre 2012

Led Zeppelin: Celebration Day



L'evento: il 17 ottobre nei cinema di tutto il mondo il concerto/reunion del Dirigibile. Imperdibile.

sabato 15 settembre 2012

Dinosaur Jr.: I Bet On Sky

Nessun meteorite, nessun Armageddon, nessun Nostradamus qualunque potrebbe fermare la reunion dei Dinosaur Jr. al terzo disco di inediti dopo la “riappacificazione” del 2007. Ancora una volta J Masics e Lou Barlow rimangono fedeli alla linea (o quasi). Ridendo e scherzando la band americana più litigiosa, instabile e stizzosa della scena alternative a stelle e strisce, è in sella da 30 anni (e si è detestata per almeno la metà del tempo): chapeau. Se sono sopravvissuti al proprio veleno e alle proprie contraddizioni, i nostri non hanno di che temere. Bandite le novità I Bet on Sky è un robusto monolite alt.rock, strapieno di assoli assolutamente godibili (Watch The Corners): sgraziati istanti, testimonianza del genio chitarristico di Masics. Il melltron dell'iniziale Don't Pretend You Didn't Know, illude l'ascoltatore sul nuovo corso. Che c'è, ma in soldoni è uguale al vecchio. I Bet on Sky è l'esatta prosecuzione di Farm, uscito nel 2009. Stick Atoe In, però indugia troppo su se stessa, sprecando il mood pop di Almost Fare. In distorsione a forza di riverberi, il wall of sound dei Dr. Jr. è ancora poderoso. Unica pecca di questo Lp il minutaggio eccessivo, molti pezzi oscillano tra i 5 e 6 minuti: un'eternità se la melodia non porta da nessuna parte e ripete gli stessi accordi power in continuazione. Bene la weezeriana I Know It So Well, e ancora meglio Rode e Recognition, cantata da Lou Barlow _ che vista l'ispirazione a intermittenza del co-writer Masics _ meriterebbe sicuramente più spazio.

giovedì 13 settembre 2012

Stanley Booth: Le vere avventure dei Rolling Stones

519 pagine che daranno soddisfazione non solo ai fan degli Stones. Un libro incredibile _ ripubblicato e aggiornato per i 50 anni della band _ distante anni luce da una semplice biografia.
Procuratevelo please.

"Il libro di Stanley Booth è l'unico che posso leggere e poi dire: yeah, è andata proprio così" 

Keith Richards

martedì 11 settembre 2012


 ...There goes my hero
Watch him as he goes
There goes my hero
He's ordinary...

giovedì 6 settembre 2012

Bloc Party: Four

Il quartetto inglese è un gruppo di miracolati: dopo il flop conclamato di Intimacy, album uscito più per esigenze contrattuali che altro, Kele Okereke & Co. si sono rimessi in carreggiata, uscendo da quella spirale autodistruttiva di tensioni e litigi che li aveva portati a un passo dallo scioglimento; probabilmente il rompete le righe è stato evitato dallo scarso appeal del disco electro del cantante, passato in sordina e velocemente archiviato, così come le sue velleità di carriera in solitaria. L'album, registrato interamente a New York, si apre con So he begins to lie, power ballad che si congeda con un caustico finale in crescendo. 3 x 3, pessimista quanto basta e il singolo Octopus sono il miglior link con le origini post punk dei londinesi, ri-energizzati a dovere dopo le ultime sperimentazioni elettroniche, tutt'altro che memorabili. Real talk, rallenta con una serie di arpeggi di chitarra a sorreggere le improvvisazioni di Kele. La sorpresa vera arriva con Kettling: un brano new metal (?!) in cui la sei corde di Russel Lissak “scimmiotta” Deftones, Korn e compagnia bella. Fatte le dovute proporzioni _ potrebbe essere la loro Song2. Nei momenti di quiete (Day Four), invece si rievocano Police di Every Breath You Take o i Cure in luna buona (V.A.L.I.S.): sindrome bipolare? Decisamente si. Pregio e limite di questi Bloc Party la bulimia di generi, ispirazioni, spunti _ più o meno consapevoli e dichiarati: un “caos cosmico” che sulle prime disorienta, ma in ultima analisi è l'unica alternativa rimasta al gruppo per andare avanti senza rifare ad libitum lo stesso album.


mercoledì 29 agosto 2012

Soundgarden: a novembre esce King Animal!

Worse Dreams, estratta da King Animal, primo album di inediti dei Soundgarden dal '96 ad oggi  non sembra male. 36 secondi che fanno ben sperare...

martedì 21 agosto 2012

Omissis Omissis Omissis...


E' da più di un mese che non aggiorno il blog, nemmeno con outtakes di vecchi concerti, rece, news musicali e calcistiche. Niente di niente. Al diavolo la calura, Lucifero/Caronte e affini, al diavolo la routine, i soliti scazzi, Moody's, i vicini di casa e di ombrellone, il web 2.0, il telefonino, l'esserci sempre e comunque come se fosse necessario ribadirlo. Un po di sano vuoto cosmico mi è servito per ricaricare le pile.
Meglio se in posti belli come Kos e Symi...

giovedì 19 luglio 2012

Melvins: Freak Puke

Freak Puke mette in mostra il lato più bluesy dei Melvins, cult band nell'età aurea di Seattle. I fan di vecchia data stiano tranquilli, nessun imborghesimento all'orizzonte: l'amore per un sound disturbato e disturbante rimane intatto, anche se il risultato finale è appena meno estremo e definitivo. Merito o demerito _ a seconda dei punti di vista _ del cambio di line up, ora senza i due batteristi in organico, per un pezzo unicum nel panorama musicale alternative. Questa nuova incarnazione si chiama Melvins Lite e vede dietro le pelli l'eclettico john Zorn (Mr.Bungle e Fantomas) Certo, con un solo drummer si è persa quella “violenza primordiale”, cifra stilistica dei recenti tour del gruppo (eventi cult scanditi dall'incedere dissennato di due batterie) ma in versatilità i nostri hanno fatto passi da gigante. Mr. Rip Off, parte ed è tutto un programma, incerta e lenta, si regge su un solo quasi fosse una jam registrata senza pensarci troppo, poi in chiusura il coup de teatre: una sviolinata e alcune urla a caso di King Buzzo. Roba da pazzi (ancora una volta). Leon vs. The Revolution è bella da far spavento e ripropone, per struttura e costruzione, i migliori episodi dei Primus. A testimoniare la voglia di novità di Osborne Tommy Goes Berserk, 10 minuti scarsi di camaleontica sonicità tra il pop/wave iniziale e il noise conclusivo. Se Let Me Roll amplifica i reverberi dei Dinosaur Jr., Inner Ear Rupture _ quasi un estratto perduto dalla colonna sonora di Psycho _ fa veramente paura. E forse per i Melvins questo è il complimento più grande.

mercoledì 11 luglio 2012

Stone Temple Pilots: Core

Cloni, epigoni, derivativi: la critica specializzata non ha mai risparmiato “mazzate” agli Stone Temple Pilots, per molti considerati _ ingiustamente _ i “second comers” del grunge, per gli oltranzisti sempre troppo commerciali, sempre in difetto di originalità. Una carriera costruita, loro malgrado, sulle maldicenze quella della formazione di San Diego. Oltre alle accuse di cui sopra anche i continui gossip legati al frontman Scott Weiland, ultima rock star maledetta, dedita al vecchio mantra sex, drugs (in abbondanza!) e r'n'r. Con gli anni, specialmente da Tiny Music, la distanza dal movimento di Seattle si farà più netta, con un pop rock sofisticato e melodicamente gradevole. Un debutto forse non ispiratissimo (con Alice in Chains e Soundgarden dietro l'angolo) ma premiato dal pubblico grazie agli 8 milioni di copie vendute. E' l'unico album registrato da un Weiland pulito, senza quelle alterazioni causa della carriera a singhiozzo degli Stp. Core è il disco di Plush, bomba ad orologeria rock che si apre su un chours perfetto, persino migliore rispetto all'altro “instant classic” rappresentato da Wicked Garden; ma Core è _ soprattutto e non potrebbe essere altrimenti _ il disco di Creep,brano simbolo degli Stone Temple Pilots, e finestra sul futuro del gruppo: il germe di ballad come Atlanta è instillato in questo semplice ma efficace giro d'accordi. Ottima prova del cantante, espressivo e sofferente nel descrivere impotenza, rassegnazione, disillusione. Piece of Pie, è un robusto hard rock che rivisita gli Aerosmith, mentre il filler Wet My Bed anticipa le brillanti intuizioni di Shangri La Dee Daa, ennesimo, bistrattato album degli Stone Temple Pilots.

mercoledì 4 luglio 2012

Smashing Pumpkins: Oceania

Oceania potrebbe essere l'ultimo album degli Smashing Pumpkins. Non solo in senso cronologico ma definitivo. Corgan è stato chiaro, in caso di flop, addio zucche. Dichiarazione da prendere con le pinze, si sa, il nostro fa e disfa che è un piacere. Sciolto inizialmente il gruppo nel 2000 con Machina, dopo il fulmine a ciel sereno degli Zwan e dopo la sfortunata parentesi solista, l'autore di Siamese Dream ci riprova. Ripartendo proprio dal capolavoro assoluto della formazione, riferimento massimo del nuovo corso. Oceania, segue il monolitico Zeitgeist dei 2007 e riallinea il gruppo alle dinamiche tradizionali di vendita (i dischi “fisici”) giudicate superate giusto qualche mese fa da Corgan. Nucleo del progetto/chimera Teargarten By Kaleidoscope (serie di lp scaricabili on line) Oceania è un mare magnum di (auto)citazionismo. Fortunatamente “Zero” ha scelto bene cosa aggiornare del proprio backing catalogue. E pazienza per la “supercazzola” di Billy: Nicole Fiorentino, la miliardesima bassista donna non è la bambina raffigurata nella cover di Siamese Dream. L'alone del vecchio capolavoro si materializza in una manciata di canzoni. Un mezzo miracolo, senza D'Arcy, Iha e Chamberlin, (a tratti scimmiottato dal talentuoso drummer Mike Byrne). Nonostante la diabetica Pinwhells vada evitata senza indugi, il resto, dall'iniziale, massiccia, arrabbiata Quasar è di ottima fattura, così come Pale Horse, sorretta da una linea di basso vicina ai Cold War Kids. The Chimera e Inkless sono il lato solare di Cherub Rock. Una parziale riscatto per chi ha scritto pagine di storia, pagine che purtroppo non torneranno più. Infinite Sadness.

martedì 26 giugno 2012

Giant Giant Sand: Tucson

Illusioni latine, suggestioni tex mex, sfumature sud americane. In un sogno sospeso nel passato si intravedono i contorni sfocati di Tucson, lembo di terra bruciato dal sole, lambito dalla sabbia del deserto di Sonora, epicentro dell'omonimo concept album di Howe Gelb. Per celebrare degnamente le tante anime della sua città d'origine, ambientazione perfetta dietro a questa _ meravigliosa _ country rock opera il leader della band ha deciso di raddoppiare la posta in palio. Allora al posto dei Giant Sand arrivano i Giant Giant Sand, un progetto ancora più “trasversale”, definitivo, totalizzante, condizione necessaria _ e in questo caso sufficiente _ per raccontare una storia sospesa nel tempo, in Arizona, la storia di un uomo folgorato da una donna seducente, perfettamente sintetizzata nell'artwork del disco. Jonny Cash, Tom Waits sono i mostri sacri ai quali Gelb si rifà di volta in volta, robetta da niente, solo la storia del country e della roots music _ più o meno convenzionale (Wind Blown Waltz) _ a stelle e strisce. Plane of Existence è qualcosa di diverso da una semplice ballad, non tanto per il suo incedere o per l'armonia, ma per la voce del leader dei Giant Giant Sand, al limite della pigrizia, quasi fosse un'improvvisazione eseguita in quel bar sperduto, unico avamposto dove ignorare il prossimo davanti a un po' di alcool ai margini della città, fantasticando pateticamente sull'ipotetica donna della vita. Tucson funziona perché è un disco impolverato, perché non è originale, ma nemmeno finto, artefatto, semplicemente l'istantanea ingiallita di un “non luogo” che forse, esiste solo nella mente di Gelb.

sabato 23 giugno 2012

Keith Richards goes reggae



La sintesi dell'amore per la Giamaica di Keith "Keef" Richards. Soooooooo good!!!!!

venerdì 22 giugno 2012

Aerosmith: Music From Another Dimension

A proposito, la notizia non è di primissimo pelo, ma non potevo esimermi dal pubblicarla: dopo una vita (ovvero da Just Push Play del 2001) tornano con un nuovo album di inediti gli Aerosmith. Music From Another Dimension uscirà il prossimo 28 agosto, a seguire un bel tour mondiale, che speriamo vivamente, passi per l'Italia. I pezzi sono 16 e il singolo di lancio Legendary Child, è un'outtake, opportunamente riarrangiata e "svecchiata" dalle sessions di Get a Grip. Enjoy!!!!

lunedì 18 giugno 2012

Paul is Dead: la più grande supercazzola del rock

 Oggi compie 70 anni Macca! Ma..è  lui o non è lui? Dovrebbe. Se e dico se, vogliamo fare i complottisti _ prendendo per buona una supercazzola prematurata con doppio scappellamento a destra come fosse antani _ Paul McCartney sarebbe morto nel 1966. Un incidente stradale si sarebbe portato via l'autore di Michelle. I Beatles e il loro manager Brian Epstein, dopo aver rielaborato il lutto e sepolto (in località ignota) l'amico/compagno di band decisero di proseguire, con un sosia. Questa _ brutalmente sintetizzata _ è la teoria portata avanti dal Pid (Paul is Dead), corrente di fan secondo cui i Beatles superstiti, dal '66 in poi sarebbero solo John, Ringo e George. 3 e non 4. Sempre secondo i complottisti la sospensione dei live da parte della band andrebbe vista come una decisione imposta per guadagnare tempo, abituando il sosia, per gli amici Faul (falso) ad imitare Paul, quello vero, nella gestualità, nelle movenze, al basso, nell'aspetto. Cosa avrebbe spinto i superstiti ad andare avanti nascondendo tutto? La voglia di celebrare il compagno, il desiderio di continuare ad esprimersi ad alti livelli? La paura di un prematuro capolinea artistico? Un gesto folle e avventato? O la mancanza di sangue freddo, dovuta magari alle tonnellate di droghe assunte dal gruppo? Domande che ricorrono di tanto in tanto (va là, mettiamoci anche la voglia dei Beatles di gabbarsi del prossimo) nell'improbabile mondo delle leggende metropolitane del rock (a  proposito Jim Morrison ed Elvis se la spassano in un atollo sperduto nel pacifico sotto falsa identità, ma questa è un'altra storia). Tornando a noi, Faul sarebbe un poliziotto canadese, tale William Campbell, effettivamente sparito dal paese d'origine senza lasciare traccia. Dopo alcuni interventi estetici, per ridurre le differenze con l'originale (troppo evidenti secondo alcuni ricercatori/cialtroni italiani contattati da un noto magazine), venne accolto a tutti gli effetti. Spinti da un ingombrante senso di colpa nei confronti dei fan tenuti all'oscuro di tutto, i Beatles decisero di rivelare _ seppure in codice _ la verità tramite indizi, immagini, registrazioni, linguaggi cifrati nascosti nei dischi. Ecco, William Campbell è lui, l'omino con gli occhiali e i capelli all'indietro nel booklet del White Album. E il tricheco, The Walrus, non era John, ma Paul. Lo stesso Paul scalzo in Abbey Road, lo stesso Paul protagonista della cover di Sgt. Pepper, miniera di indizi circa la sua dipartita (la grancassa della batteria etc. etc.) Per tutte le altre "prove" basta andare sul tubo, vi stancherete a furia di complotti e intrighi...
Dopo averci scherzato un pò ovunque, anche al David Letterman Show, Paul si è lasciato scappare la  "verità" (ascoltate Gratitude al contrario)...

Qui sotto il video di Free as A Bird, sorta di "compendio" delle strampalate teorie del Pid. Anche se...



giovedì 14 giugno 2012

Joey Ramone: "...Ya Know?"

Dischi del genere costringono a scegliere: discutere dell'aspetto commerciale, delle polemiche giocoforza legate all'uscita di ogni album postumo oppure, al netto di qualsiasi speculazione, fregarsene beatamente per gustarsi un'oretta di punk rock. Se Don't Worry About Me pur essendo uscito dopo la dipartita di Joey Ramone era stato terminato a tutti gli effetti, ...Ya Know? è figlio di un lavoro più complesso. L'idea del progetto è di Mickey Leigh, fratello dell'ex Ramone che, dopo lunghe battaglie legali è riuscito ad ottenere gli ultimi demo tape di Joey. Abbozzi di canzone, via via arricchiti con una carrellata di ospiti: Joan Jett, Steven Van Zandt, J.P. Patterson dei Dictators e persino Richie Ramone alla batteria. Nessuna traccia di Tommy e soprattutto di Marky Ramone _ grande assente _ e da quanto dichiarato da Leigh mai veramente in sintonia con il fratello. Venendo all'aspetto prettamente musicale, il disco nulla aggiunge e nulla toglie a quanto registrato dal frontman della punk rock band americana: Ed Stasium, produttore dei classici del gruppo, ha assicurato continuità d'intenti in cabina di regia. Merita di essere citata la versione _ stravolta, stordita, rallentata e sbilenca di Merry Christmas (I dont'want to fight tonight), interessante proprio perché esula dai cliché del genere. Da segnalare il calypso di Make Me Tremble, la conclusiva Life's A Gas e Cabin Fever. Un estremo saluto ai fan, dopo il rompete le righe della band madre del '95 con Adios Amigos: alla fine l'affetto per i Fast Four ha prevalso ancora una volta.

sabato 9 giugno 2012

Rufus Wainwright: Out of The Game

La melodia ingenua che permea l'iniziale Out of The Game è il modo migliore per dissipare le nubi dalla recente produzione di Rufus Wainwright: il dolore _ enorme _ per la scomparsa della madre è stato metabolizzato e dalla rielaborazione del lutto (approfondita nel precedente, plumbeo All Days are Nights) esce un piccolo inno alla speranza. In una recente conferenza stampa, Wainwright ha presentato Out of The Game come l'album più pop della sua carriera. Una definizione che sintetizza senza inutili iperbole il tenore di queste canzoni, squisitamente retrò ma altrettanto piacevoli, proprio perché leggere. Assenti quasi del tutto quegli strambi scenari musicali che ogni tanto affioravano nei vecchi dischi del nostro, qui accompagnato dal produttore Mark Ronson. Non uno qualunque, dato che ha reso Back to Black perfetto, assecondando e indirizzando il grande talento di Amy Wineouse. A conti fatti la mano del producer si sente eccome, abile nel porre un freno all'esuberanza di Wainwright, non estraneo, anche nel recente passato a battute a vuoto, figlie dell'esigenza di strafare. Vizio che ritorna purtroppo in Bitter Tears, dove il nostro sembra un pesce fuor d'acqua in un episodio affine ai Pet Shop Boys. Meglio Rashida che ricorda McCartney. L'unica concessione a questa “grandeur compositiva” è rappresentata da Montauk, classica nelle intenzioni e insolitamente contemporanea nei risultati, si appoggia su un tappeto d'archi e una progressione pianistica in crescendo.

martedì 5 giugno 2012

Soulsavers: The Light the Dead See

Canta di perdizione Dave Gahan, canta _ ancora una volta _ tutti i suoi demoni, invoca i suoi fantasmi, in una seduta spiritica accanto a Rich Machin e Ian Glover, i Soulsavers, stregoni autori di un esercizio ipnotico lungo una manciata di canzoni. Interpreta un personaggio che ritrova vecchie paure, un uomo che si aggrappa ora a Dio (Presence of God), ora a una donna per uscirne indenne, con qualche graffio e una marea di cose da raccontare. Rispetto al pretenzioso Sound of The Universe, forse scappato di mano in fase di scrittura ai Depeche Mode, qui non c'è alcun filler, ma un eterogeneo susseguirsi di umori, lacrime, speranze, gioia, paure, amore e frustrazione. Produzione impeccabile, suoni essenziali che all'occorrenza cedono il passo ad elaborati arrangiamenti orchestrali (La Ribera), lampi di luce, abbagli, attimi di tregua all'incombente avanzata di oscurità portata in dote dalla voce di Gahan, qui in grande spolvero e “faro” nella notte meravigliosa di questo 4 album dei Solsavers. Gospel 2.0 meglio del 90% offerto dal restante panorama del settore in Just Try. Point sur. Pt1 è un meraviglioso preambolo sinfonico a Take me back home, brano che ricorda le atmosfere di Exciter dei Depeche. In Bitter Man _ la terra di mezzo dove frustrazione e ribellione si fondono _ invece si parla di radici, confusioni, certezze che si infrangono, un brano più ambizioso e forse meno diretto del singolo The Light the Dead See. La perfezione? Tonight, pop song ineccepibile e potenziale singolo di una carriera.

giovedì 24 maggio 2012

Brendan Benson: What Kind of World


Quasi in contemporanea sono usciti i rispettivi dischi solisti di Benson e White, mente e anima dei Raconteurs (per chi non lo sapesse o semplicemente non ricorda: Steady As She Goes...). Se nella prima avventura in solitaria White ha scombussolato le carte del suo rock con robuste dosi di country e blues, qui, nell'ultimo disco del sodale nei Raconteurs è la melodia a farla da padrone. Meno ostico e più a fuoco di Blunderbuss, questo lavoro consegna al pubblico un artista consapevole della propria forza, declinata attorno al ricerca della perfetta canzone pop (a portata di mano in No One Else But You). Bad For Me, ne è l'esempio più evidente, con un ritornello che cita (non del tutto pretenziosamente) Elton John. Mica male. Di riflessioni dietro a un progetto di questo tipo, se ne potrebbero fare a bizzeffe e tutte piuttosto malinconiche: artisti completi come Brendan Benson rischiano sempre di più di passare in sordina, coperti dall'abbondanza (ormai quasi patologica) di uscite del genere. Un genere inteso nella sua incarnazione più nobile, che diventa “power” in ossequio alla migliore tradizione dei Nineties (Here In The Deadlights). Il capitolo più ambizioso del progetto è Pretty Baby, ossimoro “antico-moderno” tra la western song perfetta e un drumming meno “retrò” delle apparenze. Altri punti a favore di What Kind of World sono The Light Of The Day, che leviga le asperità dei Black Rebel Motorcycle Club e Happy Most of The Time, omaggio ai momenti più ispirati dell'ex Replacemtents Paul Westerberg.

sabato 19 maggio 2012

Slash: Apocalyptic Love

A due anni dal debutto infarcito di special guest (un po' il suo Supernatural) e dopo il brillante live Made in Stoke, Slash torna alla ribalta con Apocalyptic Love, realizzato assieme a Myles Kennedy e ai Conspirators, vale a dire la backing band dell'ex guns. Per chi non lo sapesse, Kennedy è un mostro di tecnica (già voce degli Alter Bridge) con un'estensione vocale formidabile e una grande capacità interpretativa. Insomma, l'uomo giusto al posto giusto. I due anni on the road si sentono eccome: i meccanismi della band sono rodati e testimoniano la solidità e l'intesa del gruppo. Rispetto all'omonimo album di 2 anni fa, i brani sono meno “slegati” tra loro (Fergie, Lemmy, Adam Levine, Cornell e Ozzy non sono proprio artisti similari) e più figli di una visione d'insieme unica e ben definita, fatta per esaltare i chours melodici e nella quale affiorano qua e là venature vicine al metal. Pezzi come Crazy Life ricordano l'attitude più stradaiola del chitarrista anglo americano, mentre Hard & Fast rimanda alle smargiassate di Reckless Life (agli albori dei Guns'n'Roses) con quel riff che sembra uscire da Rocks o Pump degli Aerosmith. Se con Anastasia Slash ha rispolverato la sua Gibson ricordando gli anni belli, Far and Away _ con il suo finale epico _ rimane nel solco delle migliori ballad scritte da Patience in avanti. Meno divertente rispetto all'ultima incarnazione degli Snakepit (Ain't Life Grand andrebbe riscoperto), ma più a fuoco dell'ultime prove dei Velvet Revolver, questo disco segna un altro punto a favore di Slash nella faida con Axl Rose e le sue illusions, ormai clamorosamente fuori tempo.

mercoledì 16 maggio 2012

Tenacoius D: Coming soon the Rize of the Fenix

Jack Black è ancora epicamente pirla? Si, Dio (Ronnie James) lo benedica... è in procinto di uscire Rize of The Fenix, nuovo capitolo dell'avventura targata Tenacoius D... sicuramente un dischetto divertente.

Grunge tried to kill the metal, but they failed!

martedì 15 maggio 2012

Rocket Juice & The Moon: S/T

L'esordio del miliardesimo side project di Damon Albarn? Retro world music. Molto meno “africana” di quanto si possa pensare, quest jam session transgenica tra l'ex Blur, Flea e Tony Allen (drummer di Fela Kuti) è in grossa parte un omaggio al funk soul nero anni Settanta, protagonista accanto a un tappeto di synth. Chitarre wah wah, fiati (che neanche James Brown) e un basso poderoso e morbido che tiene a bada le divagazioni brit (il primo amore non si scorda mai...) di Albarn, evidenti in Poison. Fosse stato più a fuoco, più ragionato avremmo tra le mani un probabile best seller, così, registrato in sordina e uscito tra i mille impegni dei titolari del marchio, il progetto è più che altro la fotografia di un capriccio, figlio della voglia di divertirsi senza prendersi troppo sul serio. Buona la prima insomma, come suggerisce il groove avvolgente di 1-2-3-4-5-6. Una manciata di canzoni uscite di getto, magari incoerenti tra loro ma nonostante tutto di ottimo livello. Certo avessero assecondato maggiormente il naturale invecchiamento di quelle sessions, parleremmo di un piccolo gioiello, mentre tra le mani abbiamo “solamente” un gran bel disco. Hey Shooter, estratto black cantato da Erikah Badu è come se avesse scongelato l'intera sezione di ottoni dei Funkadelic. Il calypso caraibico di Chop up è l'ennesimo volto di una creatura meticcia concretizzatasi con questo supergruppo funk, che nell'elettronica The Unfadable mostra il suo lato più sbarazzino e irriverente.



domenica 13 maggio 2012

Come Pippo Nessuno Mai.

venerdì 11 maggio 2012

Grazie di tutto Pippo

"Tutte le cose che state per leggere saranno sempre seconde, rispetto ad una. La prima e unica cosa che voglio che voi sappiate per sempre è questa: ho giocato e vinto per Noi. Giocare e vincere senza condividere le emozioni è nulla, invece io e voi, noi, abbiamo fatto tutto insieme. Abbiamo sperato, abbiamo sofferto, abbiamo esultato, abbiamo gioito. E abbiamo alzato le coppe e gli scudetti insieme ai nostri cuori. Siamo sempre stati sulla stessa lunghezza d’onda. E questo non ce lo toglierà mai nessuno. Sapete, cari Milanisti, quando sono arrivato a Milano voi non lo sapevate. Ero in una stanza d’albergo e dovevo uscire il meno possibile, per non dare nell’occhio e per non compromettere quella trattativa di mercato fra la Juventus e il Milan. Le prime settimane, i primi mesi, mi avete studiato, ci siamo guardati. Poi, ci siamo innamorati. Quella sera contro il Torino. Eravate arrabbiati, le cose in campo non andavano bene, eravate in silenzio. Mi sono tolto le stampelle, ho iniziato il riscaldamento e il vostro ruggito dedicato a me ci ha fatto vincere la partita, ci ha proiettati al preliminare di Champions League e poi alla nostra Finale di Manchester. Questi ricordi, insieme a tutte le persone che mi consolavano ad Anversa nei mesi difficili del 2004 e del 2005 e ai brividi che abbiamo provato insieme il 9 Agosto 2006, il giorno del mio compleanno, contro la Stella Rossa, saranno sempre sul comodino del mio cuore, accanto agli affetti più cari. Atene. Il calcio ce l’ha regalata per un solo motivo: io e voi, noi, l’abbiamo voluta così fortemente, così intensamente, che non poteva concedersi. Certo, la realtà è andata oltre i nostri sogni più belli. Due gol, contro il Liverpool, due anni dopo Istanbul, la Settima Champions League. Il destino ci ha riservato quello che non osavamo sperare. Io oggi voglio ringraziare con affetto e commozione il presidente Berlusconi e Adriano Galliani: la loro elettricità e la loro capacità di emozionarsi per me mi ha reso più forte, mi ha spinto oltre qualsiasi limite. Ma voglio rivolgere un pensiero anche a chi, dalle giovanili a tutte le splendide squadre dove ho giocato nella mia carriera, mi ha aiutato a diventare l’uomo e il calciatore che sono oggi. Grazie Milan, grazie calcio. Concedetemi di chiamarlo mio il Milan, le persone di via Turati, di Milanello, gli uffici, i centralini, i magazzinieri, i fisioterapisti, i medici, le cucine, lo Stadio, gli addetti, lo spogliatoio. Tutte le persone che mi vedevano arrivare con il maglioncino alla domenica e vibravano già sperando nel mio gol. Ciao Mister Ancelotti, con te ho vinto tutto, ciao ai miei meravigliosi tifosi che mi seguono da tutto il mondo, sempre con affetto e con grande passione, ciao ai miei fantastici compagni di squadra, di oggi e di ieri. E infine, concedetemelo, grazie, grazie, grazie alla mia famiglia: mamma Marina, papà Giancarlo, Simone e Tommaso. Non sarei arrivato fino a qui senza di voi. Siete la mia forza. Caro il mio Milan, Ti lascio solo perché è la vita, perché è il momento. Lo sai anche Tu.

Ciao a tutti e grazie, Pippo Inzaghi"


domenica 29 aprile 2012

Rocket Juice & The Moon: Poison

sabato 28 aprile 2012

Jack White: Blunderbuss


Con questo disco Jack White ha dimostrato, ancora una volta, il proprio talento compositivo, un dono che lo ha reso uno dei più prolifici ed ispirati artisti attualmente in circolazione. Durante le interviste promozionali, “Mr. Third Man”ha rilasciato dichiarazioni contraddittorie nei confronti dei White Stripes: prima ha giudicato morto e sepolto il progetto, salvo poi ritrattare. Questa a conti fatti è l'unica anomalia nel presente di White, mai così consapevole del proprio passato (The Raconteurs, The Dead Weather etc.) qui riassunto, reinterpretato e proiettato in un futuro che annuncia altri successi a partire da questo Blunderbuss. Nello stesso calderone confluiscono rock, garage, gospel, country: il tutto viene poi amalgamato e tenuto assieme da tonnellate di blues. Nel complesso Sixteen Saltines è il capitolo che rimanda maggiormente ai vecchi anthem di White, mentre altri momenti sono per struttura differenti: Missing Pieces sembra uscire da un disco dei Faces o degli Stones dei primi anni Settanta, I'm Shakin, con il suo piglio rockabilly potrebbe essere una outtake dei migliori Heavy Trash. Blunderbuss offre spazio anche al funk rock deviato di Freedom at 21 _ sporcato da un solo erede di Icky Thump), alla sofferta Hypocritical Kiss e soprattutto al primo singolo Love Interruption, sensuale duetto con Ruby Amafu.

domenica 15 aprile 2012

Guns'n Roses Reunion? Si, ma senza Axl...

-Axl Rose grande assente alla Hall of Fame-
E' andata male... poco da fare. Durante la cerimonia di ieri sera, in occasione della Rock n'Roll Hall of Fame non c'è stata nessuna reunion dei Guns (quelli veri, quelli di Appetite e degli Illusions). Nel "gota" del rock mondiale sono stati nominati anche Red Hot Chili Peppers, Beasty Boys e Alice Cooper. Ma la notizia è un'altra. Axl ha fatto spallucce e ha detto no. Dopo un'iniziale apertura il cantante dell'Indiana ha pensato bene di sbattere la porta in faccia agli ex compagni di band. Slash e soci, comunque non hanno fatto una piega e hanno suonato assieme a Myles Kennedy (cantante di Apocalyptic Love, imminente secondo album solista dell'ex gunners). La band ha eseguito Sweet Child O'Mine e Paradise City (con il primo batterista Steve "popcorn" Adler) e Mr.Brownstone (con il sostituto Matt Sorum). Al posto di Izzy, assieme a Slash e Duff, Gilby Clarke.

I nostri sono stati premiati da Billy Joe Armstrong, leader dei Green Day che si è espresso così su un fischiatissimo Axl:

"Quel cantante è uno dei migliori frontmen che abbia mai toccato un microfono. Sei un fottutissimo pazzo, ma lo sono quasi tutti i cantanti delle band, anche io ne sono un esempio..."

Dal canto suo, poco prima della premiazione, il signor Rose via Fb/Twitter etc. ha chiuso ogni possibile spiraglio di reunion per il futuro:

"Spero di non offendere nessuno con questa decisione, specie i fan. Da quando sono state annunciate le candidature per la Rock And Roll Hall of Fame ho provato emozioni contrastanti e mi sono sforzato di essere positivo. Ma ho capito che per come stavano le cose, se i Guns N ‘Roses fossero stati inclusi la situazione sarebbe stata un po’ complicata e imbarazzante. Così, con tutto il rispetto, declino gentilmente la mia introduzione nella Rock and Roll Hall of Fame. In riferimento a qualsiasi tipo di reunion della line up di Appetite o degli Illusions, l'ho già detto chiaramente, non è cambiato nulla."